L’attesa, lunga ventidue interminabili anni, è finalmente giunta al suo glorioso epilogo. L’Arsenal si laurea matematicamente campione d’Inghilterra, riportando il titolo più ambito della Premier League nella sponda biancorossa del nord di Londra. Il verdetto definitivo è arrivato in maniera indiretta, decretato dal decisivo passo falso del Manchester City che non è andato oltre il pareggio nella sfida contro il Bournemouth. Un risultato inatteso che chiude in anticipo i giochi, rendendo vana ogni ulteriore rincorsa e scatenando l’incontenibile gioia di tutto l’universo dei Gunners.
Il passo falso di Guardiola e la festa all’Emirates
Le fondamenta per il trionfo della compagine londinese erano state gettate in modo inequivocabile nella serata di lunedì. La pesantissima vittoria di misura conquistata contro il Burnley aveva infatti proiettato la squadra a un rassicurante vantaggio di cinque lunghezze in classifica, scaricando tutta la pressione sulle spalle dei diretti inseguitori. La formazione di Pep Guardiola era chiamata a una vittoria obbligata per mantenere ancora aperta la contesa, ma l’inciampo contro le Cherries ha spento definitivamente le speranze dei Citizens, dando il via libera ai festeggiamenti di una piazza che da oltre due decenni sognava di rivivere le notti magiche dell’era degli Invincibili.
Il capolavoro di Arteta e il quattordicesimo sigillo storico
Per la gloriosa bacheca della società londinese si tratta della quattordicesima affermazione assoluta nel massimo campionato inglese. Un traguardo storico che porta la firma inconfondibile di Mikel Arteta, al suo primo e trionfale alloro da allenatore. Subentrato alla guida tecnica nell’inverno del 2019 per raccogliere la difficile eredità di Unai Emery, il manager spagnolo ha saputo ricostruire con pazienza, metodo e grande visione tattica. Dapprima ha riportato i biancorossi a calcare il prestigioso palcoscenico della Champions League, per poi ingaggiare un duello serrato ai vertici della classifica nazionale. Dopo aver sfiorato l’impresa incassando tre amari secondi posti consecutivi, il condottiero iberico si mette finalmente al collo la medaglia d’oro, certificando la bontà di un progetto tecnico destinato a durare nel tempo.
(foto: arsenal.com)





