Juve Stabia, l’orgoglio di Abate dopo l’eliminazione: “Gruppo splendido, Castellammare ti entra dentro”

Abate allenatore Juve Stabia in conferenza stampa

Il sogno della Juve Stabia si infrange all’U-Power Stadium. La sconfitta per due a uno rimediata contro il Monza estromette le Vespe dalle semifinali dei playoff di Serie B, ma il verdetto del campo non cancella la portata della straordinaria annata vissuta dalla compagine campana. Nel delicato post-partita, mister Ignazio Abate si è presentato in conferenza stampa con gli occhi lucidi e il cuore gonfio di gratitudine, tracciando un bilancio emotivo e tecnico di un percorso che lascerà un segno indelebile nella sua carriera.

L’amarezza per l’eliminazione e l’amore per la piazza

Nonostante la fisiologica delusione per il mancato accesso alla finalissima, l’allenatore ha voluto immediatamente spostare i riflettori sull’incredibile abnegazione dei suoi ragazzi e sul legame viscerale instauratosi con la città. Abate non ha nascosto il proprio orgoglio per un gruppo che gli ha fatto vivere emozioni indescrivibili al termine di un campionato definito letteralmente logorante. L’ex terzino del Milan ha speso parole al miele per la tifoseria gialloblù: “Sono tanto legato alla mia gente. Abbiamo cercato di rappresentarli in tutto e per tutto, sono gente per bene, una piazza passionale che ti entra dentro. Sarà importante trovare stabilità, persone che portino questo e progettualità. Castellammare merita questo e merita rispetto”. Un ambiente caldo e caloroso, ha precisato il mister, che ha però il grande pregio di lasciar lavorare e crescere i professionisti senza un’eccessiva e deleteria pressione.

Il rebus sul futuro e il bilancio dell’esperienza campana

Inevitabile, a stagione conclusa, affrontare il tema legato alla sua possibile permanenza sulla panchina delle Vespe. L’allenatore ha preferito glissare abilmente sull’argomento, spiegando di voler pensare a tutto tranne che a questo in un momento così delicato. La priorità assoluta è lasciare che il gruppo digerisca il boccone amaro dell’eliminazione, per poi valutare il futuro con lucidità e serenità, ricaricando le pile in attesa di comprendere i futuri progetti della dirigenza.

Rispondendo a chi ancora solleva dubbi sulla sua presunta inesperienza, Abate ha mostrato grande carattere e consapevolezza dei propri mezzi: “Mi arrabbio con chi dice che sono solo due anni che alleno: questi tre anni valgono per sei o sette. Mi sento un uomo migliore, quest’anno mi ha arricchito tantissimo, non abbiamo mai cercato alibi”. Un percorso di crescita reso possibile anche dal fondamentale supporto della società e di un giovane direttore sportivo a cui ha rivolto un sincero ringraziamento per il coraggio dimostrato nell’affidargli la guida tecnica della squadra, augurandogli una carriera luminosa.

La crescita dei giovani e le basi per la prossima stagione

Tirando le fila dell’intera annata sportiva, il tecnico ha sottolineato l’enorme mole di lavoro svolta per amalgamare un roster profondamente rinnovato tra le sessioni di mercato estiva e invernale. La vera vittoria della Juve Stabia, secondo il suo condottiero, risiede nell’aver gettato basi solidissime per il futuro attraverso la valorizzazione di una rosa giovanissima, la terza per età media dell’intero campionato. Pur recriminando per una qualificazione che lascia tanto amaro in bocca, specialmente ripensando alla gestione delle fasi cruciali del doppio confronto, Abate ha elogiato la maturità mostrata contro una corazzata come il Monza. In chiusura, una menzione d’onore per l’ossatura storica dello spogliatoio, fondamentale per la tenuta morale del gruppo, e per i talenti in rampa di lancio: “Cacciamani? Starà a lui, le qualità le ha tutte, come Okoro, Mannini e tanti. Mi auguro di vederli in palcoscenici importanti”.

(Foto: ssjuvestabia.it)