L’onda d’urto dell’imminente addio di Antonio Conte alla panchina del Napoli è destinata a scatenare un vero e proprio terremoto in Serie A. Con l’annuncio della separazione ormai nell’aria, la dirigenza partenopea guidata da Aurelio De Laurentiis si trova costretta a correre ai ripari per individuare una guida tecnica all’altezza della delicatissima e prestigiosa stagione del centenario azzurro. La complessa ricerca del sostituto ideale rischia però di innescare un clamoroso effetto domino capace di stravolgere le gerarchie tecniche di almeno quattro squadre di primo livello del nostro campionato, intrecciando indissolubilmente i destini di Milan, Lazio e Atalanta in un giro di valzer.
Il rebus partenopeo: il ritorno di Sarri o la sorpresa Allegri
Il nome in cima alla lista dei desideri per la piazza campana sembra riportare dritto al passato. Maurizio Sarri, già indimenticato artefice di un triennio spettacolare all’ombra del Vesuvio dal 2015 al 2018, è in procinto di consumare lo strappo definitivo con la Lazio. Il rapporto con il presidente Claudio Lotito è ormai ridotto ai minimi termini e il tecnico toscano rappresenta la suggestione perfetta per riaccendere l’entusiasmo dell’esigente tifoseria partenopea.
Tuttavia, le vie del mercato sono infinite e non è assolutamente da scartare la pista che porterebbe clamorosamente a Massimiliano Allegri. L’attuale tecnico rossonero, profilo di grandissima esperienza internazionale, potrebbe scavalcare l’ex comandante laziale nelle preferenze della dirigenza campana, trasformandosi nel vero, inaspettato colpo di scena dell’estate.
Il paradosso del Milan e la suggestione dello “scambio”
La situazione di Massimiliano Allegri sulla sponda rossonera dei Navigli è infatti avvolta da una fitta nebbia di incertezza. Nonostante la qualificazione alla prossima Champions League si sia sensibilmente avvicinata dopo la fondamentale vittoria conquistata a Marassi contro il Genoa, la posizione dell’allenatore livornese è tutt’altro che salda. Il suo contratto, in scadenza il 30 giugno 2027, prevede una clausola di prolungamento automatico fino all’estate 2028 con un sostanzioso adeguamento dell’ingaggio a sei milioni di euro netti in caso di matematico accesso alla massima competizione europea.
Nonostante queste solide premesse contrattuali, l’ipotesi di un clamoroso divorzio a fine stagione resta sul tavolo. Nel caso in cui si concretizzasse la separazione e si liberasse la panchina del Diavolo, l’ironia della sorte potrebbe regalare un intreccio semplicemente fantascientifico: Antonio Conte, fresco di addio al Napoli, potrebbe clamorosamente diventare oggetto del desiderio e prima scelta per il Milan, rischiando di completare una sorta di storico scambio a distanza.
L’effetto domino su Atalanta e Lazio
A complicare e arricchire ulteriormente questo intricato puzzle tattico ci sono le manovre, per nulla nascoste, che coinvolgono Bergamo e la Capitale. L’ipotesi di un ritorno di Sarri a Napoli deve infatti scontrarsi con il forte e concreto interesse dell’Atalanta. Il neo direttore sportivo della Dea, Cristiano Giuntoli, è pronto a fare vere e proprie follie sul mercato pur di portare il tecnico toscano a Bergamo e inaugurare un nuovo, ambizioso ciclo tecnico.
Questa mossa offensiva lascerebbe inevitabilmente un vuoto sulla panchina nerazzurra, attualmente occupata da Raffaele Palladino. L’allenatore campano, dato ormai in possibile uscita dall’Atalanta proprio in virtù del ribaltone dirigenziale in atto, potrebbe però trovare un’immediata e prestigiosa sistemazione accasandosi alla Lazio. Il suo approdo a Formello servirebbe per raccogliere la pesante eredità lasciata vacante dallo stesso Sarri, chiudendo così il cerchio di un incastro perfetto e senza precedenti nella storia recente della Serie A.





