In un momento di profonda frattura tra la piazza di Castellammare e i vertici societari, Andrea Langella sceglie di rispondere frontalmente alle contestazioni. L’ex presidente della Juve Stabia, amareggiato per il clima di ostilità che ha avvolto il suo nome nelle ultime ore, ha diffuso una nota ufficiale per fare chiarezza sulla sua uscita di scena e sulla solidità della sua gestione passata.
Langella ha esordito esprimendo un profondo malessere per le critiche ricevute, dichiarando: “Quanto ho avuto modo di vedere in questi giorni a Castellammare mi ha ferito oltre che turbato perché non riesco in alcun modo a capire come il mio nome possa essere accostato alle attuali vicende della Juve Stabia”. Una presa di distanza netta, supportata dal ricordo dei traguardi raggiunti sotto la sua guida, culminati con la soglia della massima serie: “Credo sia addirittura superfluo ricordare cosa ho fatto per questa società nel corso degli ultimi anni, risollevandola dall’inferno della Serie C e portandola a disputare la semifinale play off per la Serie A”.
Il cuore della difesa riguarda la transizione verso la Brera Holding, un’operazione che l’ex patron rivendica come ponderata e necessaria per la sopravvivenza del club. “Il mio impegno si è concluso attraverso la cessione alla Brera Holding che, ci tengo a sottolinearlo, non è andata in porto da un giorno all’altro ma al termine di una lunga trattativa che mi ha dato modo di verificare la solvibilità dell’acquirente che ha rilevato la maggioranza delle quote in tre step mostrando così, a più riprese, di avere le carte in regola per diventare proprietaria della società”.
Secondo Langella, quella scelta fu dettata unicamente dalla volontà di garantire un futuro alle Vespe: “Dunque, oltre al mio personale impegno durato tanti anni e che mi ha portato a investire ingenti somme di denaro nella Juve Stabia, ho garantito continuità aziendale al club attraverso la cessione a Brera Holding, che ha immesso le risorse necessarie per proseguire l’attività sportiva”.
Per quanto concerne invece il convulso scenario attuale, caratterizzato dall’ingresso di Solmate, Langella respinge ogni responsabilità, bollando come infondate le accuse personali subite. “Quanto accaduto successivamente con l’avvento di Solmate e quanto sta accadendo in queste settimane non ha alcuna attinenza con il sottoscritto, che non può essere certamente chiamato in causa per vicende che non lo riguardano e soprattutto non può essere additato con epiteti infamanti”.
In chiusura, l’ex numero uno ha rivolto un appello alla tifoseria sana, paventando l’esistenza di speculazioni esterne: “Sono certo che la Castellammare perbene e tifosa delle Vespe riconosce la trasparenza del mio operato. Temo invece che alcune persone stiano gettando benzina sul fuoco per alimentare ulteriore confusione e ordire un piano finalizzato a far ripartire la società da categorie inferiori”.





