Mondiali 2026, Zampolli riaccende le speranze: “Italia ripescata? Chance oltre il 50%”

Kean attaccante della Fiorentina e dell'Italia

Il sogno di vedere l’Italia ai prossimi Mondiali di calcio non è ancora del tutto tramontato. A riaccendere i riflettori su uno scenario che avrebbe del clamoroso è nuovamente Paolo Zampolli, inviato speciale per le partnership globali del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica ‘La Politica nel Pallone’ in onda su Gr Parlamento, il diplomatico ha rilanciato con forza l’ipotesi di un ripescaggio azzurro a discapito dell’Iran, arrivando a sbilanciarsi in modo netto sulle reali probabilità di successo dell’operazione.

Il vertice a Miami con Infantino

Il nodo cruciale della vicenda si giocherà a stretto giro di posta sul suolo americano. Zampolli ha infatti annunciato un imminente incontro con il numero uno del calcio mondiale, sottolineando come il peso politico e mediatico dell’assenza italiana rappresenti un fattore determinante sui tavoli decisionali:

“Che percentuale c’è per la partecipazione dell’Italia ai Mondiali? Penso più del 50%. Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend. Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump. Vedevo che l’Iran non era ancora confermato a causa della Guerra. Ho chiesto a Infantino di una possibilità di un ripescaggio dell’Italia.”

L’ostacolo visti per l’Iran e la linea degli USA

La chiave di volta per un eventuale ripescaggio dell’Italia risiede nella complessa situazione geopolitica che coinvolge l’Iran. Zampolli ha chiarito che il problema non riguarda gli atleti in sé, bensì l’entourage e i delegati al seguito della Nazionale asiatica. Le rigidissime politiche statunitensi in materia di sicurezza e concessione dei visti, ribadite recentemente dal Segretario di Stato Marco Rubio, potrebbero di fatto bloccare la spedizione iraniana:

“I visti sono molto difficili da avere e non vogliamo persone che possono fare cose sbagliate. Se poi si mandano delle persone che non sono benvenute negli Stati Uniti d’America è meglio che non vengano. Con Trump non ho parlato direttamente ma non si è sbilanciato. I giocatori iraniani sono molto molto benvenuti, ma il segretario Rubio è stato chiaro sul fatto che non possono portare persone che non vanno bene agli Stati Uniti d’America. Se l’Iran non partecipa non so se siamo preparati per mettere qualcuno, ma tutto può succedere”.

Un intreccio complesso tra sport, diplomazia e sicurezza nazionale che lascia ancora aperti spiragli inattesi per il destino della Nazionale italiana.

(Foto: figc.it)