Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, torna a far discutere con una serie di dichiarazioni rilasciate tra New York Times e The Athletic. Parole che toccano più temi: il futuro di Antonio Conte, il concetto di fedeltà nel calcio moderno e una vera e propria proposta di rivoluzione delle regole del gioco.
Sul tecnico azzurro, De Laurentiis è netto e fiducioso, escludendo un addio improvviso: “Antonio Conte è un uomo molto serio. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerebbe mai all’ultimo minuto. Perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Dopo due anni di costruzione di un Napoli molto forte, il club è anche una sua creatura. Quindi ucciderebbe la sua creatura, abbandonandola proprio all’ultimo minuto. Oppure… decide immediatamente e dice ‘vorrei andare’. Allora avrei tempo durante aprile e maggio per trovare qualcun altro per fare la sostituzione. Altrimenti, non credo che il signor Conte abbandonerà mai il Napoli. È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare la Nazionale senza neanche sapere chi è il Presidente FIGC, ci penserei cento volte”
Parole che suonano anche come un messaggio indiretto alla FIGC e agli scenari legati alla panchina della Nazionale.
Il presidente azzurro poi allarga il discorso al calcio moderno, mettendo in discussione il legame tra giocatori e club: “I tifosi vogliono vincere e pensano che i giocatori onoreranno la loro maglia per sempre. Ma non è vero! Onorano solo i soldi. Ci sono solo pochi casi (di lealtà). Ho avuto un ragazzo fantastico, Marek Hamsik, che era il capitano della nostra squadra. È rimasto con noi per sempre. Ma questo è solo un caso”
Un passaggio che esalta la figura di Marek Hamsik come simbolo ormai raro di appartenenza.
Infine, De Laurentiis lancia una vera e propria proposta di riforma del calcio, con idee radicali per aumentare spettacolo e ritmo: “Ridurrei i tempi da 45 minuti a 25 minuti ciascuno. E poi basta perdite di tempo. Non puoi stare a terra a fare scena come un attore. Le nuove generazioni non hanno la pazienza di guardare una partita dai ritmi molto lenti in televisione. Se guardi un match in tv, specialmente se è brutto… cosa fanno i ragazzi? Spengono e giocano a FIFA alla PlayStation come fa mio nipote. Ci sono troppi pochi gol! Così non c’è spettacolo. Bisogna segnare di più. E per fare più gol, bisogna cambiare le regole. Ad esempio non si può annullare un gol solo per pochi millimetri… Il fuorigioco deve essere cambiato, e di molto”
Dichiarazioni forti, destinate a dividere: tra chi vede in queste parole una provocazione e chi invece intravede uno spunto concreto per rendere il calcio più moderno e attrattivo. Di certo, De Laurentiis continua a essere uno dei protagonisti più influenti – e discussi – del panorama calcistico italiano.





