Castro a tutto tondo: l’Europa col Bologna, l’Aston Villa e il rebus futuro

Santiago Castro attaccante del Bologna: oggetto del desiderio del calciomercato

Protagonista di un percorso di crescita esponenziale e idolo indiscusso della piazza felsinea, Santiago Castro sta vivendo una stagione di altissimo profilo. L’attaccante argentino si è raccontato in una lunga e interessante intervista concessa alle colonne de La Gazzetta dello Sport, tracciando un bilancio lucido sulle fatiche del doppio impegno tra campionato e coppe, analizzando le avversarie incrociate sul cammino europeo e strizzando l’occhio al proprio futuro all’ombra delle Due Torri.

Il peso del doppio impegno: Serie A ed Europa League

Il percorso del Bologna, quest’anno, è stato inevitabilmente condizionato dall’impegnativo calendario internazionale. Un tour de force che, secondo il centravanti rossoblù, ha lasciato scorie evidenti non solo a livello fisico, ma soprattutto dal punto di vista nervoso e psicologico: “La differenza di prestazione tra Serie A e Europa League? Questione mentale, magari anche stanchezza: giocare in Europa ti fa sentire a posto, a grandi livelli, è bellissimo, ma negli ultimi due mesi avevamo giocato il giovedì alle 21 e la domenica alle 15. E alla lunga lo senti. Non è giustificarsi, dico che conta moltissimo la testa perché ci siamo sempre allenati al centomila per cento”.

Il confronto con la Roma e l’ostacolo Aston Villa

Affrontare palcoscenici continentali significa anche misurarsi con realtà tatticamente diverse e filosofie di gioco diametralmente opposte. Interrogato sulle differenze tra le avversarie incontrate, Castro non ha dubbi nell’individuare nella formazione inglese la vera corazzata e la principale candidata al trionfo finale nella competizione, sebbene non voglia precludere alcun traguardo alla propria squadra: “Più forte la Roma o l’Aston Villa? La Roma ti fa più giocare e palleggiare; l’altra va diretta, ti colpisce al cuore, è forte, ha giocatori veloci ed è forse la vera favorita per la vittoria finale. Noi sfavoriti? Beh: ci siamo, poi si vedrà”.

Il legame con la famiglia rossoblù e le sirene di mercato

Inevitabile, per un talento della sua caratura, affrontare lo spinoso tema legato al calciomercato e alla permanenza in Emilia. Pur confermando un legame viscerale con la squadra e con la città, l’attaccante sudamericano preferisce adottare un profilo basso, evitando promesse a lungo termine ma ricordando a tutti la recente firma sul prolungamento contrattuale: “Se resterò al Bologna almeno un altro anno? Mancano due mesi alla fine della stagione e col Bologna sto da dio, mi sento in una vera famiglia. Per cui oggi penso solo a questa famiglia, però non mi va di dire “resterò ancora tanti anni” e fare eventuali figure di chi parla tanto per parlare. Del mercato non si sa mai ma vi ricordo che oltretutto ho rinnovato poco tempo fa, quindi…”.