L’avventura di Noa Lang con la maglia del Napoli è durata lo spazio di una manciata di mesi, ma ha lasciato un segno profondo nella crescita fisica e professionale dell’attaccante olandese. Attualmente in prestito al Galatasaray, il talento classe ’99 ha ripercorso le tappe della sua fugace esperienza alle pendici del Vesuvio in una lunga e schietta intervista concessa ai microfoni della testata olandese Voetbal International.
Il metodo Conte: fatica, crescita e l’aneddoto del ritiro
Al centro del racconto c’è inevitabilmente il rapporto con Antonio Conte e il suo celebre approccio, notoriamente duro ed esigente, alla preparazione atletica. Lang ha svelato le marcate differenze culturali rispetto al calcio a cui era abituato, esaltando però gli evidenti benefici tratti dal lavoro estivo in maglia azzurra:
“Conte? È un grande allenatore, mi ha voluto a tutti i costi e il Napoli è un grande club. Ho imparato che esistono tante culture diverse nel calcio. Io ero abituato ad allenarmi divertendomi, fare partitelle, tirare in porta. A Napoli siamo andati in ritiro e per una settimana non ho visto un pallone. Però sentivo che stavo diventando più forte. Anche quando stavo in panchina, avevo sempre la sensazione di essere pronto quando serviva. Era grazie alla mia condizione fisica.”
L’equivoco tattico e la chiamata del Galatasaray
Nonostante la stima reciproca e la ferrea volontà del tecnico di portarlo a Napoli, a fare la differenza in negativo è stata l’incompatibilità tattica tra le caratteristiche naturali dell’olandese e il modulo consolidato dell’allenatore leccese. Con la fondamentale vetrina del Mondiale all’orizzonte e la necessità di trovare continuità, la separazione a gennaio è diventata l’unica strada percorribile:
“A volte succede che non scatti la scintilla, ma non mi pento di nulla. È stata un’esperienza formativa. Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi. Credeva davvero in me, ma alla fine giocavamo senza esterni offensivi. Ho sempre dato tutto in allenamento e cercato di divertirmi. Però c’è un Mondiale in arrivo. A Napoli non avevo la garanzia di giocare e così quando si è fatto avanti il Galatasaray non ho avuto dubbi”.
(Foto: galatasaray.org)





