L’Inter rallenta, ma in viale della Liberazione non c’è spazio per i processi o per il panico. A margine dell’odierna assemblea di Lega Serie A, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta ha preso la parola per fare il punto sul delicato momento attraversato dalla squadra, reduce dal sudato pareggio contro la Fiorentina. Un’analisi lucida e pacata, da navigato dirigente, che punta a respingere gli allarmismi esterni senza però nascondere l’evidenza di un calo fisiologico del gruppo.
Niente drammi, gli obiettivi restano nel mirino
Marotta sceglie la via della massima chiarezza per inquadrare l’attuale frenata in campionato. Nessuna crisi profonda, ma un momento di inevitabile stanchezza che non deve assolutamente cancellare quanto di straordinario costruito nei mesi precedenti:
“Non siamo davanti a uno psicodramma, assolutamente: siamo davanti a una situazione difficile, come lo sport fa vedere”
“Siamo in un momento particolare della stagione, nel corso del quale siamo primi meritatamente, con sei punti in classifica. È un risultato che forse non potevano nemmeno prevedere, e siamo semifinalisti in Coppa Italia: direi che abbiamo centrato due obiettivi su tre”.
La stanchezza, la volata e il ruolo di Simone Inzaghi
Approfondendo le cause di questa leggera involuzione tecnica e di risultati, il numero uno del club meneghino non cerca facili scuse, ma allarga la prospettiva alle dinamiche di una stagione logorante per tutti. L’attesa ora è rivolta al rientro dalla sosta per le Nazionali, quando l’Inter sarà attesa dal delicatissimo incrocio contro la Roma:
“Siamo in una situazione di difficoltà e di involuzione, forse dovuta a infortuni o a stanchezza, ma questa è una caratteristica che trova riscontro anche nei nostri avversari. Sono qui non per cercare alibi, ma per ribadire che ce la giocheremo fino in fondo”.
“L’allenatore, che è leader del gruppo, riesce a fotografare e analizzare la situazione. È sempre più facile fare il cacciatore che la lepre, perché le forze degli avversari si moltiplicano. Dovremo essere bravi noi ad affrontare questo momento di transizione, so che la squadra è forte e dobbiamo ritrovare la strada che momentaneamente abbiamo perso”.
Il richiamo sulla gestione arbitrale
L’ultimo, importante passaggio dell’intervento presidenziale è dedicato al tema sempre spinoso delle direzioni di gara e del protocollo tecnologico. Senza alzare inutilmente i toni, Marotta ha ribadito la necessità di una maggiore coerenza nell’applicazione delle regole:
” Non facciamo le vittime, dico solo che ci deve essere uniformità di valutazione: il protocollo deve essere applicato in modo omogeneo e l’arbitro deve essere centrale, certi episodi vengono valutati in modo troppo soggettivo, non usando elementi oggettivi”.
(Foto: inter.it)





