Un viaggio tra passato, presente e futuro dello scouting gialloblù. Sean Sogliano, direttore sportivo dell’Hellas Verona, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, analizzando le operazioni che hanno garantito la sopravvivenza del club e indicando i prossimi gioielli pronti a esplodere.
I “capolavori” che hanno garantito la salvezza
Quando gli viene chiesto di scegliere il colpo migliore della sua gestione, il DS non ha dubbi nel sottolineare l’importanza vitale delle ultime cessioni eccellenti, senza dimenticare le glorie del passato come Luca Toni e l’esplosività di Iturbe (“era già una bottiglia di champagne, andava tolto solo il tappo”). Ma la menzione d’onore va a chi ha permesso al club di restare a galla: “Forse Ngonge e Noslin, capolavori economici e tecnici: hanno salvato il Verona per due anni”.
La sorpresa Belghali e il futuro
Sogliano si è poi soffermato sulla rosa attuale e sui prospetti del vivaio. Se su Giovane le aspettative erano già alte (“è un grande talento”), la vera rivelazione per il dirigente è un’altra: “Chi mi ha sorpreso è Belghali: forte, e con personalità”. Infine, due nomi da segnare sul taccuino per il domani: “Alphadjo Cissé, un 2006 prestato al Catanzaro. E occhio a Tagne, difensore centrale francese del 2008”.
(Foto: Facebook Verona)





