Var e arbitri, serve un processo di internazionalizzazione

Sono ormai un paio di settimane che si parla più di VAR e arbitri che di calcio vero e proprio. Da Milano a Bergamo due episodi differenti ma entrambi errori clamorosamente gravi. Potremmo stare qui a parlare del protocollo, dei tocchi di mano, dei rigorini e di qualsiasi altra polemica sia stata sollevata nell’ultimo periodo, ma per risolvere il problema bisogna cambiare mentalità.

L’ARBITRAGGIO ALL’ITALIANA

Gli arbitri continuano a dirigere le gare all’italiana interrompendo il gioco in modo costante e fischiando falli ormai telecomandati dalle simulazioni e dalle sceneggiate dei calciatori. Non è un caso che negli anni ci sono stati calciatori che hanno fatto delle simulazioni il loro punto di forza.

L’ultimo e clamoroso episodio è quello capitato in Inter-Juventus sul quale è inutile raccontare quello che già tutto conoscono. In quel caso per dare un segnale forte e chiaro al sistema sarebbe servita la prova tv e la squalifica per Bastoni che invece se l’è cavata ed annullare la squalifica a Kalulu ingiustamente espulso.

LA NECESSITA’ DI UN ARBITRAGGIO EUROPEO

E’ necessario prendere come modello le direzioni arbitrali che si vedono in Premier League che non solo lasciano spazio a poche polemiche ma ne beneficia lo spettacolo dando continuità al gioco in campo. Se la partita di Bergamo fosse stata arbitrata in modo “europeo” non sarebbe stato fischiato né il rigore su Hojlund, ma nemmeno il fallo sul 2 a 0 di Gutierrez, risultato? Zero polemiche e Napoli, probabilmente e giustamente, vittorioso con una classifica completamente diversa rispetta a quanto vediamo ad oggi.

E’ ormai un sistema che non è in grado più di andare avanti in questo modo, che genera soltanto indignazione e vergogna per quanto accade ogni settimana compromettendo le sorti del campionato. Non ci sono altre soluzioni se non aprire gli orizzonti ed iniziare a vedere il calcio in un altro modo. Non basterà cambiare le regole del protocollo, non serve far annunciare all’arbitro il motivo del check del VAR, non basterà scusarsi quando ci saranno errori grossolani.

Albert Einstein diceva: “Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose” ed anche :“La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre”. E dunque, open mind!