Con il prezioso successo per 2-1 ottenuto ai danni dell’Hellas Verona nel 32° turno di Serie A, il Torino ha virtualmente ipotecato la permanenza nel massimo campionato. Archiviata la pratica salvezza, sotto la Mole è già tempo di programmare la stagione 2026/2027. Gran parte del merito di questo provvidenziale cambio di marcia è da attribuire a Roberto D’Aversa: subentrato a febbraio al posto dell’esonerato Baroni, l’ex tecnico di Lecce ed Empoli ha saputo rivitalizzare l’ambiente. Forte di un contratto valido fino al 30 giugno 2026 e di un rendimento in costante crescendo, la sua permanenza sulla panchina granata sembrava scontata, ma a fare chiarezza sulla questione è intervenuto direttamente il presidente Urbano Cairo.
Il futuro della panchina granata
Intercettato dai microfoni di Sky Sport a margine della Milano Marathon, il patron del Torino non si è sbilanciato in conferme definitive per la prossima annata sportiva, pur spendendo parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto finora dal tecnico:
“D’Aversa confermato? Ne sto parlando con il ds Petrachi e parleremo con l’allenatore”.
La prudenza presidenziale lascia aperti diversi scenari, rimandando ogni decisione ufficiale ai prossimi vertici societari:
“Non è ancora stata presa una decisione ma sta facendo bene e siamo contenti di lui”.
L’analisi del match e i meriti del mister
Il numero uno del club ha poi analizzato a mente fredda la sfida contro gli scaligeri, sottolineando la capacità della squadra di cambiare volto in corso d’opera, spinta dalle intuizioni tattiche dell’allenatore:
“Ieri è stata una vittoria importante per noi, con un primo tempo non brillante e una seconda frazione in cui D’Aversa ha messo a posto alcune cose e la squadra ha fatto 20 minuti di gran livello”.
I numeri, d’altronde, sono tutti dalla parte di D’Aversa, capace di invertire un trend stagionale fino a quel momento estremamente pericoloso:
“Abbiamo fatto buone cose, D’Aversa ha ottenuto 4 vittorie nelle ultime 6 partite. Sono contento di lui e della squadra”.
Ma qual è stata la vera chiave di volta di questa rinascita primaverile? Secondo Cairo, il merito principale risiede nell’aspetto psicologico e in una gestione più razionale del materiale umano a disposizione:
“È stato bravo a entrare nella testa dei giocatori”
“Ha messo i calciatori nel posto giusto. Questo ha dato una spinta alla squadra”.
(Foto: torinofc.it)





