Clima teso, anzi tesissimo in casa Torino. La crisi di risultati che attanaglia la formazione granata è sfociata in una protesta decisamente fuori dagli schemi. Nella mattinata di oggi, alcuni sostenitori hanno scaricato diversi cumuli di letame davanti ai cancelli del centro di allenamento, accompagnando il gesto con uno striscione inequivocabile: “M. come Cairo”.
La cronaca della protesta
L’azione, documentata da diversi video circolati sui social network, ha visto un gruppo di persone svuotare il cassone di un pickup proprio dinanzi all’ingresso principale della struttura. Un attacco diretto alla presidenza di Urbano Cairo, reo secondo la piazza di una gestione sportiva fallimentare che ha portato la squadra a ridosso della zona calda della classifica.
Crisi senza fine: i numeri del disastro
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta interna per 0-3 subita contro il Genoa nell’ultimo turno di campionato. Si tratta del sesto KO dall’inizio dell’anno solare, un rullino di marcia che ha spinto la società a sollevare dall’incarico il tecnico Marco Baroni. Attualmente il Torino occupa il 15° posto in Serie A, con appena tre punti di margine sulla zona retrocessione.
Un caso internazionale
Il malcontento della piazza granata non è passato inosservato all’estero. La notizia della protesta “olfattiva” è stata ripresa con risalto anche dalla testata internazionale The Athletic (gruppo New York Times), che ha titolato sul gioco di parole tra gli escrementi lasciati dai tifosi e la gestione del patron Cairo.
La contestazione arriva in un momento di profonda ristrutturazione societaria: già a dicembre, infatti, il club aveva interrotto il rapporto con lo storico direttore sportivo Davide Vagnati dopo oltre cinque anni di collaborazione. Ora, con una panchina da riassegnare e una classifica che scotta, il futuro del club di via Arcivescovado appare quanto mai incerto.





