La notizia che tutto l’ambiente biancoceleste aspettava è arrivata proprio sotto l’albero. La Lazio potrà operare liberamente nella prossima sessione di calciomercato invernale. Nessun blocco, nessun vincolo insuperabile: il club capitolino ha ricevuto il via libera ufficiale per rinforzare la rosa a gennaio.
Il verdetto della Commissione: superati gli indici
La fumata bianca è arrivata nella giornata di ieri, martedì 23 dicembre, al termine dell’esame della documentazione da parte della Commissione Indipendente. Una sentenza fondamentale che segna una netta discontinuità con il recente passato. I tifosi ricordano bene l’ultima finestra estiva, totalmente paralizzata a causa dello sforamento dei tre parametri finanziari allora vigenti (liquidità, indebitamento e costo del lavoro allargato).
Oggi lo scenario è cambiato: con il nuovo regolamento che prende in esame principalmente l’indice del costo del lavoro allargato, la società del patron Lotito ha dimostrato di avere i conti in regola, ottenendo la piena operatività.
Ossigeno puro per Sarri
Questa decisione rappresenta un assist decisivo per Maurizio Sarri. L’allenatore, che nella prima parte di stagione ha dovuto spesso fare i conti con l’emergenza infortuni e una panchina corta, potrà finalmente chiedere alla società quei puntelli necessari per affrontare il girone di ritorno. La “libertà” di manovra permetterà di valutare occasioni per allungare le rotazioni e alzare il livello qualitativo della squadra.
La nota ufficiale: “Solidità e crescita”
Il club ha voluto celebrare questo traguardo gestionale con un comunicato diffuso sui propri canali, rivendicando la bontà del percorso intrapreso:
“La S.S. Lazio può operare liberamente sul mercato di gennaio”, si legge nella nota, che sottolinea come ora si valuterà “con attenzione e responsabilità ogni opportunità utile a rafforzare il progetto sportivo”.
Un messaggio che sa di orgoglio e stabilità: “Un esito atteso, che conferma la solidità della Società. Visione chiara e scelte ponderate per costruire valore nel rispetto della nostra identità”.





