Il futuro dello Stadio Diego Armando Maradona è un tema sempre più caldo, specialmente in ottica Euro 2032. A fare il punto della situazione è intervenuto Nino Simeone, consigliere comunale e presidente della commissione trasporti, infrastrutture e lavori pubblici. Ospite della trasmissione “Difendo la città” sulle frequenze di Radio Tutto Napoli, Simeone ha tracciato la roadmap economica e strutturale necessaria per l’impianto di Fuorigrotta, senza risparmiare frecciate polemiche verso il governo.
Il consigliere ha sottolineato innanzitutto la necessità di tutelare le associazioni che operano all’interno della struttura, molte delle quali svolgono attività sociali fondamentali per il territorio. Tuttavia, il nodo centrale resta quello economico: per trasformare il Maradona in un impianto moderno e ospitale, adeguato agli standard richiesti per gli Europei, servono investimenti ingenti:
“Stadio Maradona? Le associazioni devono essere tutelate, molte di queste fanno anche attività sociali. C’è questa questione dello stadio, ci vogliono un po’ di soldini, andiamo in Regione con la consapevolezza di riuscire a trovare dei fondi. Ci vogliono 200 milioni di euro, più o meno, per ristrutturare il Maradona. Ristrutturare significa metterlo a nuovo e renderlo ospitale per quello che sarà l’impegno di Euro 2032”.
Nel corso dell’intervento su Radio Tutto Napoli, i toni si sono alzati quando il discorso si è spostato sulle dichiarazioni del Ministro per lo Sport, Andrea Abodi. Simeone non ha usato mezzi termini, suggerendo che il Ministro potrebbe non conoscere la reale situazione o fingere di ignorarla per creare competizione:
“Abodi probabilmente non sa come stanno le cose o fa finta di non saperle. Sono i soliti giochetti. I ministri passano, lo stadio Maradona resta”.
La chiosa del consigliere è stata perentoria, definendo le uscite istituzionali come “soliti giochetti” e ricordando che, mentre i ministri passano, lo Stadio Maradona è destinato a restare lì dov’è, come patrimonio della città.
(foto: sscnapoli.it)





