La marcia di avvicinamento all’atto conclusivo dei playoff mondiali prosegue a ritmi serrati. Alla vigilia dell’attesissimo scontro diretto del “Bilino Polje” di Zenica, il Commissario Tecnico della Bosnia ed Erzegovina, Sergej Barbarez, ha preso la parola in conferenza stampa. Un incrocio vitale per due nazioni accomunate dallo stesso amaro destino sportivo: l’assenza dal palcoscenico iridato da ben dodici lunghissimi anni.
Il peso delle emozioni e il recupero post-Galles
Il tecnico balcanico ha inquadrato immediatamente la portata storica della partita, non nascondendo la profonda carica emotiva che avvolge l’evento:
“Ci sono tante emozioni per l’Italia, ma anche per noi”.
Un concetto che va ben oltre i novanta minuti di gioco, abbracciando l’intero tessuto sociale del Paese che rappresenta:
“Dal punto di vista della situazione nel paese è ancora più importante”.
Sulle condizioni fisiche del suo gruppo, reduce dall’estenuante maratona vinta ai calci di rigore contro il Galles, Barbarez ha rassicurato i presenti, sdrammatizzando con un sorriso sulle proprie corde vocali:
“Tutti stanno bene tranne l’allenatore, che ha perso la voce. Abbiamo avuto tempo per riprenderci, la gara è stata impegnativa e siamo stati felici. Speriamo di riuscire a reggere fino alla fine”.
Spirito di sacrificio, corsa e i piani tattici
Il CT ha poi analizzato la metamorfosi della sua squadra negli ultimi mesi, elogiando la mentalità e l’abnegazione dei suoi ragazzi. La tenuta atletica è diventata l’architrave su cui poggia l’intera impalcatura tecnica bosniaca:
“Il primo compito di questa Nazionale era di restituire velocità e corsa, ci siamo riusciti con la selezione dei giocatori. Ci è mancata la volontà che abbiamo ottenuto a novembre, con Romania e Austria. Una nazionale così piccola senza la corsa non può andare avanti. Alcuni giocatori hanno avuto i crampi ma non sono usciti. Per me è fondamentale”.
Riguardo alla tattica pura per disinnescare la formazione di Rino Gattuso, l’allenatore ha preferito mantenere un profilo abbottonato, consapevole dell’imprevedibilità di partite così delicate e scartando l’ipotesi di stravolgimenti dell’ultim’ora:
“Non voglio parlare di questo, uno si può preparare ma l’avversario ti sorprende. È importante preparare un piano B e un piano C”.
“Già da un anno e mezzo giochiamo con un sistema che corrisponde a quello che possiamo fare. Non so se è un momento di fare esperimenti”.
La ricetta per vincere e la battuta sull’autobus
Ma come si batte una corazzata come quella azzurra? La ricetta di Barbarez è estremamente pragmatica, basata sulla gestione dei nervi e degli episodi:
“Dovremo avere abbastanza coraggio, curando i dettagli. Non bisogna creare una situazione di panico, avere un po’ di fortuna e segnare qualche gol”.
A stemperare la grande tensione della vigilia, infine, ci ha pensato lo stesso Commissario Tecnico, regalando una battuta esilarante su come la sua squadra interpreterà lo scacchiere tattico in base all’andamento del risultato:
“Cosa facciamo se vinciamo 1-0? Parcheggiamo l’autobus davanti alla porta. E se perdiamo 1-0? Lo parcheggiamo dall’altra parte”.
(Foto: nfsbih.ba)





