In uno stadio Arechi che registra il minimo stagionale di presenze, la Salernitana ritrova il sorriso e, soprattutto, i tre punti che mancavano in casa da quasi due mesi. Il netto 3-0 rifilato al Casarano è una medicina fondamentale per la classifica (si riapre la corsa al secondo posto) e per il futuro di mister Raffaele, che blinda la sua panchina traballante.
La rivoluzione tattica e il lampo di Molina
Il tecnico siciliano si gioca il tutto per tutto cambiando assetto: Capomaggio scala sulla linea dei difensori per fare spazio a un attaccante in più. La mossa a sorpresa è l\\\’inserimento dell\\\’argentino Molina dal 1\\\’, a supporto di Lescano e Achik.
L\\\’intuizione paga subito: bastano 9 minuti perché l\\\’ex Siracusa incorni in rete un cross perfetto di Achik dalla sinistra, firmando l\\\’1-0.
Brividi e VAR decisivo
Non è una passeggiata, però. Dopo il vantaggio i granata frenano e il Casarano sfiora il pari alla mezzora con una sfortuna incredibile: doppio legno nella stessa azione, colpito prima da Santarcangelo e poi da Leonetti sulla ribattuta.
La Salernitana reagisce a cavallo dei due tempi (traversa di Villa), ma l\\\’episodio chiave arriva al 60\\\’. L\\\’arbitro fischia un rigore per i pugliesi (trattenuta di Arena), ma la panchina granata si gioca la \\\”card\\\”: la on-field review cancella il penalty e cambia l\\\’inerzia del match.
Lescano chiude i conti
Scampato il pericolo, si scatena Lescano. L\\\’attaccante ex Avellino approfitta di due disastri difensivi ospiti nel giro di pochi secondi. Al 65\\\’ insacca a porta vuota il 2-0 su un pasticcio arretrato; subito dopo, Longobardi ruba palla sulla trequarti e serve il compagno per il diagonale letale del 3-0.
Nel finale c\\\’è spazio solo per un\\\’altra traversa del Casarano (con Ferrara), ma la festa è tutta granata.





