L’addio di Mateo Retegui all’Atalanta è una ferita ancora fresca, un mix di gratitudine e nostalgia. L’attaccante della Nazionale, oggi volto di punta dell’Al Qadsiah, ha scelto i microfoni di Sportitalia per raccontare i retroscena della sua partenza da Bergamo. Una scelta professionale, certo, ma umanamente molto complessa.
“Lasciare l’Atalanta non è stato facile”, ha confessato il 26enne, senza nascondere l’emozione. Retegui ha descritto il suo periodo in nerazzurro come un momento in cui si è sentito speciale, coccolato da compagni, staff, magazzinieri e tifosi. Un legame talmente forte da fargli ammettere candidamente: “Mi sarebbe piaciuto poter rimanere”.
Poi, però, è arrivata la proposta impossibile da ignorare. Non solo per l’aspetto economico, ma per il corteggiamento serrato: l’allenatore e il direttore sportivo del club saudita lo hanno chiamato personalmente, facendolo sentire molto desiderato, un fattore che per un attaccante è vitale. A convincerlo definitivamente sono stati anche i feedback degli amici ed ex compagni che già militano nella Saudi Pro League: le loro rassicurazioni sulla qualità della vita e sulla serietà del progetto hanno fatto pendere l’ago della bilancia verso il trasferimento. Un addio sofferto alla Dea, dunque, per abbracciare la nuova frontiera del calcio arabo.
(Foto: atalanta.it)





