Dalla Spagna a Napoli, passando per un infortunio superato e un trofeo già in bacheca. Miguel Gutierrez si è raccontato in una lunga intervista al quotidiano AS, tracciando un bilancio della sua avventura azzurra e lanciando la sfida per il doppio impegno cruciale che attende la squadra.
Obiettivo Juventus e il fortino Maradona
Non c’è spazio per i calcoli. Il terzino spagnolo definisce le prossime gare contro Juventus e Chelsea come “due finali”, ma la priorità è il campionato. “Dobbiamo concentrarci sulla vittoria di questo fine settimana. Non vediamo l’ora di scendere in campo. Una volta finita, penseremo al Chelsea”, ha spiegato Gutierrez. Nonostante l’emergenza infortuni, la fiducia resta alta grazie al fattore campo: “Siamo forti in casa; nessuno ci ha battuto al Maradona nel 2025, e non ci batteranno nemmeno nel 2026”.
Il retroscena di mercato e l’effetto Conte
Gutierrez svela un dettaglio importante sul suo arrivo: il Napoli lo ha acquistato nonostante un’operazione alla caviglia in estate. “Non appena il Napoli ha mostrato interesse, nonostante l’infortunio, non ho avuto dubbi”. Decisivo l’impatto con Antonio Conte:
“Sono migliorato fisicamente perché gli allenamenti sono più intensi. Conte sa cosa significa vincere, i suoi titoli parlano da soli. È un allenatore serio, che può aiutarmi a fare il prossimo passo nella mia carriera”.
Versatilità e Scudetto: l’elogio a Modric
L’emergenza ha spinto Gutierrez anche sulla fascia destra contro il Copenaghen, un ruolo che non disdegna: “Quando ero piccolo mi mettevano sempre a destra. Credo di poter fare bene, la versatilità è importante”. Sulla lotta Scudetto, lo spagnolo vede una corsa serrata e cita un avversario speciale:
“Ci sono molte grandi squadre. L’Inter gioca bene in trasferta, mentre il Milan è stato molto aiutato dall’arrivo di un Pallone d’Oro come Modric. Ho ricordi bellissimi di Luka: quando esordii col Real gli feci un assist”.
Il sogno Mondiale e i maestri
Chiusura dedicata ai sogni e al passato. Se l’obiettivo futuro è la Nazionale (“Essere al Napoli mi avvicina alla convocazione”), nel cuore restano gli insegnamenti di tre grandi tecnici: Zidane (che lo ha fatto esordire), Ancelotti e Míchel, definito fondamentale per la sua esplosione.
(Foto: sscnapoli.it)





