Napoli, De Laurentiis tra presente e futuro: “Orgoglioso del gruppo. Conte CT? Ecco cosa ne penso”

Aurelio De Laurentiis presidente Napoli

L’Egyptian Theatre di Hollywood si è tinto d’azzurro per la première statunitense di “Ag4in”, il documentario che celebra il quarto scudetto del Napoli conquistato nel 2025. Un evento che non ha solo celebrato i successi sportivi, ma ha segnato un punto di incontro strategico tra la Campania e gli Stati Uniti, alla presenza del sindaco di Los Angeles, Karen Bass.

Il Presidente Aurelio De Laurentiis, muovendosi nel suo habitat naturale al confine tra grande schermo e rettangolo verde, ha approfittato della vetrina californiana per lanciare messaggi pesanti sia sul fronte tecnico, commentando la recente vittoria contro il Milan, sia su quello politico, invocando una rivoluzione totale nella governance del calcio italiano.

Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis

Sulla vittoria contro il Milan: “Ho visto la partita a casa mia, straordinaria: abbiamo sofferto e poi gioito. Non c’era Hojlund, eravamo un po’ preoccupati, ma è stato utile per dimostrare che anche gli altri sono legati alla causa e possono portare il risultato.”

Sulla scelta di Los Angeles e il legame con i tifosi: Sono qui perché avevo promesso questa anteprima americana. In America ci sono 15 milioni di tifosi del Napoli, non sono pochi, e a Los Angeles ce ne sono tantissimi.”

Sulla crisi e la riforma del calcio italiano: “La Serie A è considerata una cenerentola, ma senza di noi la federazione non esisterebbe: la finanziamo con 130 milioni l’anno. Bisogna azzerare e rimodulare tutto, dando alla Serie A la maggioranza. Altrimenti si può anche pensare a una lega autonoma. Ci sono troppi galli a cantare, serve accordo con Uefa e Fifa e una politica più presente.”

Su Antonio Conte come possibile CT della Nazionale: “Se me lo chiedesse penso lo lascerei andare, ma lui è intelligente e senza un interlocutore serio difficilmente accetterebbe di guidare una struttura disorganizzata.”

Sulla governance della Federazione: “Giovanni Malagò è perfetto per fare il commissario prima e poi il presidente di una nuova federazione.”

Lo scenario futuro

Le parole di De Laurentiis delineano una visione chiara: un calcio italiano che deve emanciparsi dai vecchi schemi burocratici per abbracciare un modello più imprenditoriale, simile a quello statunitense. La proposta di una “Lega autonoma” e l’indicazione di Malagò come guida per una nuova era federale confermano la volontà del numero uno azzurro di essere il principale motore del cambiamento nel sistema sportivo nazionale.