Il caso Romelu Lukaku continua a tenere banco all’ombra del Vesuvio, assumendo contorni sempre più definiti. L’attaccante belga, rimasto in patria prolungando il suo soggiorno senza la necessaria autorizzazione del club azzurro, andrà incontro a un’inevitabile sanzione disciplinare. Tuttavia, dietro a questa clamorosa rottura temporanea non ci sarebbe un semplice capriccio, ma motivazioni ben più profonde e legate al suo complicato iter di recupero fisico. A svelare i retroscena dell’ammutinamento è l’edizione odierna de La Repubblica.
La frustrazione e il fallimento della terapia conservativa
Come riportato dal quotidiano, il malessere di Big Rom nasce da lontano e ha radici prettamente atletiche. L’infortunio patito durante l’estate non è mai stato del tutto assorbito e la scelta di optare per una terapia conservativa, scartando l’ipotesi del bisturi, non ha restituito i dividendi sperati. A distanza di mesi, il centravanti sente di non essere ancora tornato sui propri standard abituali, vivendo questa prolungata impotenza fisica con una forte e crescente frustrazione.
Il confronto con De Bruyne e la scelta dell'”esilio”
Ad acuire i rimpianti dell’attaccante partenopeo c’è il confronto diretto con il connazionale Kevin De Bruyne. Il centrocampista, frenato da una problematica fisica per certi versi analoga, ha invece intrapreso la via opposta: intervento chirurgico e successiva, intensa riabilitazione proprio in Belgio. Il risultato ha dato pienamente ragione alla stella del Manchester City, capace di registrare un rientro in campo molto più rapido e, soprattutto, in condizioni atletiche nettamente superiori, tornando da subito a recitare un ruolo da vero protagonista.
Stando a La Repubblica, proprio questa evidente disparità di rendimento avrebbe spinto Lukaku a forzare la mano. La decisione di restare in patria si configurerebbe come una sorta di “esilio volontario”, dettato dalla ferrea volontà di ricalcare le orme del compagno di Nazionale e di affidarsi a un protocollo di recupero ritenuto più efficace. Una presa di posizione forte che ha inevitabilmente generato alta tensione con i vertici del Napoli, ma che fotografa alla perfezione il momento psicologico complesso di un campione alla disperata ricerca della forma perduta.
(Foto: sscnapoli.it)





