Isaiah Whaley, ala della Guerri Napoli Basketball, ha parlato ai canali ufficiali del club. Ecco le sue dichiarazioni:
Iniziamo a conoscerti meglio: come è nata la tua passione per il basket? “In realtà ho iniziato giocando a football americano, era il mio primo amore. Poi, un po’ a caso, mia madre mi ha regalato un canestro per Natale. All’inizio non mi piaceva, ma poi ho iniziato a giocarci per divertimento e alla fine me ne sono innamorato, imparando da solo.”
Sei l’unico in famiglia a giocare a basket? “Mio cugino, che è come un migliore amico per me, giocava anche lui. Ma siamo solo noi due.”
Hai avuto un’esperienza importante a UConn. Cosa puoi raccontarci di quel periodo? “È stato un periodo molto intenso e impegnativo. Ho avuto due allenatori diversi. Il primo era Kevin Ollie, poi dopo il mio primo anno è stato esonerato ed è arrivato Dan Hurley. Fin da subito è stato molto intenso: voleva cambiare completamente la mentalità della squadra. Pretendeva tanto ed era sempre diretto, anche quando ti scriveva sembrava che stesse urlando. Però non lo faceva perché non ci volesse bene, anzi. Ci teneva davvero tanto. Ancora oggi ogni tanto ci sentiamo, siamo come una famiglia. È stato un periodo importante della mia vita.”
Ti ha detto qualcosa che ti è rimasto particolarmente impresso? “Sì, mi ha sempre detto che, ovunque vai, la difesa, l’intensità e la durezza ti seguono sempre. L’attacco arriva con il tempo, ma la difesa è quello che ti rende prezioso ovunque. È qualcosa che porto ancora con me.”
Hai giocato anche in Messico. Com’è stata quell’esperienza? “È stata davvero divertente. Era la mia prima esperienza lontano da casa, da solo, quindi è stato particolare. Ma mi ha aiutato molto: era un campionato duro, con giocatori esperti, e mi ha preparato per quello che sarebbe venuto dopo in Germania e in generale in Europa.”
E hai vinto il campionato a Jalisco. Che sensazione è stata? “È stato incredibile. Quando sono arrivato la squadra era in difficoltà e si affidavano molto a me. Ero un rookie e stavo ancora capendo il livello professionistico, ma quando abbiamo trovato il giusto equilibrio siamo cresciuti tanto. Si fidavano di me e questo mi ha aiutato molto. Vincere è stato bellissimo.”
Cambiare paese è sempre una sfida. Quanto è difficile per un giovane stare lontano da casa? “È difficile, ma come giocatore americano sei abituato a viaggiare fin da giovane, soprattutto con l’AAU. Adesso, se sto a casa più di due settimane, mi annoio. Sono abituato a muovermi e viaggiare sempre.”
E l’Italia? Sei passato dalla Turchia a Napoli a stagione in corso. “Sì, è la prima volta che cambio squadra durante la stagione. È un grande adattamento: sistema di gioco, schemi, ritmo, sonno… tutto. Ma abbiamo poche partite e vogliamo arrivare ai playoff, quindi devo adattarmi velocemente.”
Ti abbiamo visto giocare e sembravi già pronto. “In realtà ero molto stanco, ma penso di averlo nascosto bene. Però come dico sempre, la difesa ti segue ovunque, quindi ho cercato di portare energia almeno in quello.”
Che idea ti sei fatto del campionato italiano? “Penso sia un campionato veloce, che si adatta bene al mio stile. Posso correre, essere fisico e sfruttare la mia versatilità . Credo sia il contesto giusto per mostrare le mie qualità .”
Cosa ti ha spinto a scegliere Napoli? “Volevo un ruolo più importante e l’idea di aiutare questa squadra a raggiungere i playoff in un posto così mi sembrava speciale. Mi piace far parte di momenti importanti e questa era una grande opportunità .”
Fuori dal campo, chi sei? “Sono una persona tranquilla. Mi piace mangiare, provare sempre cibi nuovi. La mia fidanzata cucina molto bene. Guardiamo film e andiamo in giro a scoprire posti nuovi. Io starei anche a casa, ma lei mi spinge a uscire dalla mia comfort zone.”
I tuoi punti di forza e debolezza? “Il mio punto di forza è la difesa. Penso di essere uno dei migliori difensori del campionato: sono veloce, versatile e fisico. Devo ancora migliorare in attacco, soprattutto nella fiducia e nel sentirmi a mio agio.”
Hai dei rituali prima della partita? “Sì, dopo lo shootaround faccio un pisolino di due ore e mezza. Poi mangio un pancake circa un’ora e mezza prima della partita.”





