L’avvio del Mondiale di Formula 1 2026 ha già emesso una prima, inequivocabile sentenza: il campionato è una questione privata tra Mercedes e Ferrari. Le prime due uscite stagionali in Australia e in Cina hanno infatti mostrato una netta superiorità di queste due scuderie rispetto al resto della griglia. Tuttavia, analizzando i riscontri cronometrici in qualifica e i distacchi sotto la bandiera a scacchi, l’ago della bilancia pende attualmente a favore del team di Brackley, con la W17 che sembra vantare una marcia in più rispetto alla SF-26, specialmente sul fronte della power unit.
L’analisi di Russell: un vantaggio da non dare per scontato
Nonostante le due doppiette consecutive e il trionfo nella Sprint Race cinese, in casa Mercedes si respira grande cautela. A gettare acqua sul fuoco dei facili entusiasmi ci ha pensato George Russell durante la conferenza stampa post-gara a Shanghai. Il pilota britannico ha fotografato lucidamente i valori in campo, evidenziando le differenze prestazionali tra le due monoposto di vertice:
“Le Ferrari sono più veloci di noi in curva, ma più lente di noi sul rettilineo. Allo stato attuale, abbiamo il vantaggio, ma non possiamo darlo per scontato perché ovviamente sappiamo che alcune cose cambieranno tra un paio di mesi“
Il monito di Russell è legato ai prossimi e cruciali snodi regolamentari della stagione. Tra questi, spiccano l’introduzione dell’ADUO — il sistema concepito per supportare i motoristi in difficoltà, che potrebbe rimescolare i valori di potenza fornendo cavalli extra alla concorrenza — e il nuovo metodo di misurazione del rapporto di compressione, il cui debutto è fissato per il mese di giugno.
Toto Wolff e l’ombra dei “coltelli politici”
Sulla stessa lunghezza d’onda del suo pilota si è sintonizzato anche il team principal, Toto Wolff. Il manager austriaco è ben consapevole che il dominio tecnico mostrato in pista dalla W17 in queste prime fasi del Mondiale scatenerà inevitabili reazioni da parte degli avversari, spostando la contesa dai circuiti ai tavoli della diplomazia sportiva:
“Abbiamo una buona macchina che, in questa fase, è in grado di vincere. Vedremo quali attacchi politici verranno sferrati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Al momento la W17 è una macchina che può vincere”.
Una dichiarazione forte, rafforzata dai termini esatti scelti da Wolff per descrivere la battaglia che attende la sua squadra. L’utilizzo dell’espressione “political knives” (letteralmente “coltelli politici”) rende perfettamente l’idea del clima infuocato e delle spietate battaglie di potere che la Mercedes si aspetta di dover fronteggiare per difendere la propria leadership nel corso di un’annata che si preannuncia lunghissima.
(Foto: mercedesamgf1.com)





