La delusione è palpabile, il dolore sportivo quasi insostenibile. L’Italia manca per la terza volta consecutiva l’appuntamento con i Mondiali, e ai microfoni della Rai si presenta un Gennaro Gattuso visibilmente provato. Il Commissario Tecnico azzurro non cerca alibi, ma difende con le unghie e con i denti la prestazione stoica dei suoi giocatori, costretti a disputare in inferiorità numerica larghi tratti della decisiva e sfortunata sfida contro la Bosnia.
L’orgoglio per il gruppo e un verdetto “ingiusto”
L’analisi a caldo del tecnico calabrese parte proprio dall’atteggiamento messo in campo dalla squadra dopo il cartellino rosso. Un cuore gettato oltre l’ostacolo che, purtroppo, non è bastato a evitare la crudele eliminazione ai calci di rigore, rendendo l’esito finale ancora più difficile da accettare: “Oggi i ragazzi non si meritavano una batosta così. Siamo rimasti in 10, abbiamo avuto 3 palle gol e loro ci facevano il solletico. Dispiace, questo è calcio e sono orgoglioso dei miei ragazzi. Fa male, perché ci serviva per noi, per tutta l’Italia e per il nostro movimento. Mazzata difficile da digerire. Non voglio parlare di niente, ma oggi è ingiusto.”
Le scuse al Paese e il nodo del futuro
Il peso del fallimento si fa sentire soprattutto per le incalcolabili ripercussioni sull’intero sistema calcistico nazionale. Gattuso, da uomo di campo abituato ad assumersi sempre le proprie responsabilità, si scusa apertamente con i tifosi e con un’intera nazione sportiva costretta a vivere un ennesimo incubo: “Sono da anni nel mondo del calcio, a volte ho gioito e oggi prendo mazzate. Difficile digerire questa, hanno sorpreso anche me per il cuore che ci hanno messo. Parliamo per l’ennesima volta che non andiamo al Mondiale. Chiedo scusa se non ce l’ho fatta, ma i ragazzi oggi mi hanno impressionato.”
Inevitabile, a questo punto, una riflessione su quello che sarà il domani della panchina azzurra e dell’intero progetto tecnico. Tuttavia, per il mister non è questo il momento di pensare alle sorti personali di fronte a una delusione collettiva di tale portata: “Oggi parlare del mio futuro non è importante, era importante andare ai Mondiali. Ci teniamo questa prestazione, ma fa male e dispiace”.





