Allo Stadio Renzo Barbera la Juve Stabia strappa un punto importante contro il Palermo F.C., al termine di una gara dai due volti. Finisce 2-2, ma per i gialloblù resta la sensazione di aver disputato una partita di grande personalità, soprattutto nella gestione e nella capacità di colpire nei momenti chiave.
La squadra di Ignazio Abate approccia meglio il match: compatta, ordinata e pronta a sfruttare le transizioni. Dopo appena dieci minuti arriva il vantaggio, con Leone freddo dal dischetto dopo il fallo di Joronen su Okoro. La Juve Stabia continua a giocare con lucidità, chiudendo gli spazi e mettendo in difficoltà un Palermo lento e prevedibile nella manovra.
I rosanero provano a reagire, ma nel primo tempo sono i gialloblù a dare l’impressione di avere il controllo tattico della gara: linee strette, duelli vinti e ripartenze sempre pericolose. Solo una traversa di Segre scuote i padroni di casa prima dell’intervallo.
Nella ripresa cambia tutto. Il tecnico Filippo Inzaghi ridisegna il Palermo, che alza ritmo e intensità. Il pari arriva su rigore con Pohjanpalo, poi è Bani a firmare il sorpasso sugli sviluppi di un calcio piazzato. In pochi minuti la partita sembra girare definitivamente.
Ma la Juve Stabia non si disunisce. Anzi, dimostra maturità e reagisce con qualità: al 72’ Mosti trova il 2-2 finalizzando un’azione rapida su assist di Cacciamani, premiando ancora una volta la capacità degli ospiti di attaccare la profondità.
Nel finale i gialloblù resistono agli assalti del Palermo, rischiando qualcosa ma senza perdere compattezza. Decisivo anche Joronen su Cacciamani, mentre la squadra di Abate gestisce con esperienza i minuti conclusivi, portando a casa un pareggio meritato.
Per la Juve Stabia è un segnale forte: contro una squadra costruita per ambire in alto, arriva una prestazione solida, fatta di organizzazione, spirito di sacrificio e identità chiara. Un punto che vale più della classifica e che conferma la crescita del gruppo stabiese.





