Il calcio moderno sta perdendo la sua essenza? Secondo Juan Jesus, la risposta rischia di essere un sì. Il difensore del Napoli, intervistato da SportMediaset, si è unito al coro di critiche sulla gestione arbitrale e sull’utilizzo della tecnologia, lanciando un allarme su come il regolamento stia snaturando il ruolo del difensore.
Caos VAR e l’episodio di Lecce: l’idea di Juan Jesus
Il centrale brasiliano denuncia la mancanza di uniformità di giudizio:
“C’è confusione. O si segue una linea precisa, o tanto vale tornare come prima e accettare l’errore umano”.
A supporto della sua tesi, Juan Jesus cita un episodio personale che ancora brucia: il rigore concesso per fallo di mano contro il Lecce.
“Lì non potevo fare niente. Il braccio era dentro la sagoma, la palla mi ha solo sfiorato un dito e non c’erano avversari alle mie spalle. Eppure, guardando il fermo immagine al monitor, hanno dato rigore”.
La nostalgia dei “duri” e l’appoggio a De Rossi
Il difensore sposa in pieno la linea di pensiero espressa recentemente da Daniele De Rossi: “Ha ragione lui, oggi non sai più nemmeno come allenarti in settimana. Così lo sport diventa più brutto e difficile da seguire con passione”.
La chiusura è una stoccata che tira in ballo i mostri sacri della difesa italiana e internazionale degli ultimi vent’anni, evidenziando come il metro attuale punisca eccessivamente il contatto fisico:
“Ho vissuto un altro calcio, giocando contro gente come Chiellini, Materazzi, Bonucci, Samuel e Chivu. Erano difensori fisici, di contatto. Con le regole di oggi giocherebbero una partita sì e una no”.
(Foto: sscnapoli.it)





