Il 2-0 contro l’Irlanda del Nord consegna all’Italia il risultato che serviva, ma non cancella dubbi e criticità. La prestazione degli azzurri lascia più interrogativi che certezze, soprattutto in vista della delicata trasferta in Bosnia.
Nella sua cronaca per il Corriere della Sera, Fabrizio Roncone non usa mezzi termini e definisce la partita “un martirio calcistico”, sottolineando come gli azzurri abbiano faticato contro un avversario modesto.
Il racconto insiste soprattutto sulle sensazioni di una gara povera di emozioni, specie nel primo tempo, e su un clima quasi surreale sugli spalti, dove non sono mancati momenti di insofferenza. Nemmeno il vantaggio è riuscito a rasserenare l’ambiente, segno di una prestazione lontana da standard convincenti.
L’unico vero lampo è arrivato da Moise Kean, autore del raddoppio con una giocata individuale. Un episodio che però, nella lettura di Roncone, non basta a cambiare il giudizio complessivo, anzi viene accompagnato da un’esultanza definita “teatrale” e quasi imbarazzante.
Il messaggio è chiaro: la vittoria non deve illudere. Contro la Bosnia servirà un’Italia molto diversa, più solida e concreta, per evitare una serata complicata in un contesto che si preannuncia tutt’altro che semplice.





