Matteo Milan, esterno destro classe 2006 in forza al Sorrento con un recente passato con la maglia del Giugliano, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai nostri microfoni in cui ha spiegato la scelta di lasciare Giugliano per trasferirsi a Sorrento, l’esperienza con la maglia del Ravenna e i progetti futuri. Di seguito l’intervista completa:
Come mai la scelta di lasciare il Giugliano e trasferiti al Sorrento?
“La mia scelta di trasferirmi al Sorrento non è stata legata a qualche problema societario o a qualche disguido con l’allenatore, semplicemente è stata una scelta dettata dal voler sviluppare il percorso che stavo facendo per accumulare minutaggio e, visto il forte mercato condotto dal Giugliano, ho avuto il timore, confrontandomi anche con la società, di trovare poco spazio. Quindi è stata una scelta dettata dal voler trovare più spazio quella di trasferirmi a Sorrento”.
Sei soddisfatto del tuo impatto a Sorrento?
“Finora sicuramente non ho avuto un grande impatto, visto che sono arrivato da poco. Non ho ancora trovato un grande minutaggio, quindi penso di non aver ancora avuto la possibilità di dimostrare quello che valgo”.
Come ti trovi a Sorrento?
“A Sorrento mi sto trovando molto bene, con un gruppo squadra molto sano. Anche con la società e con l’allenatore sono molto allineato”.
Come stai vivendo il fatto di dover giocare le partite casalinghe a Potenza?
“Sicuramente a livello di coinvolgimento dei tifosi ci limita un po’, nonostante loro si impegnino molto per venire a sostenerci a Potenza, ma non credo sia una cosa che ci dia degli svantaggi significativi”.
Cosa non ha funzionato a Giugliano?
“Non saprei cosa non ha funzionato, anche perché se avessimo capito il problema avremmo trovato un rimedio. Non so, il gruppo è un bel gruppo, abbiamo sempre cercato di seguire le idee degli allenatori. Fino ad adesso non si è ancora riusciti a trovare la chiave giusta, poi ci può stare che ci siano delle annate in cui si dà il massimo ma le cose non vanno per il meglio. Al momento penso che la soluzione non sia stata trovata e spero per il Giugliano che possa essere trovata il prima possibile”.
Ti aspettavi di più dalla tua esperienza a Giugliano?
“Io sono molto contento della mia esperienza a Giugliano. Penso che sia stata un’esperienza che mi abbia aiutato molto a crescere, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista sportivo. Non mi aspettavo di più perché penso di aver trovato tanto minutaggio e che tutti gli allenatori mi abbiano comunque valorizzato. Poi sicuramente i risultati non sono stati quelli in cui speravamo. Ma sono molto contento della scelta fatta di venire a Giugliano e la rifarei”.
Con chi hai legato di più tra i calciatori del Giugliano?
“In linea generale ho legato più o meno con tutti. I ragazzi con i quali ho tutt’ora rapporto sono i più giovani, dato che con i tuoi coetanei o simili si hanno più cose da condividere e c’era una confidenza diversa. Penso a Bolletta, Forciniti, Russo, D’Avino, Baldé, La Vardera e Vaglica“.
L’esperienza a Ravenna?
“Per me è stata un’esperienza bellissima, sono stato veramente bene, con il gruppo, con la società e con l’allenatore e penso che non cambierei nulla dell’esperienza che ho fatto. Abbiamo raggiunto traguardi importanti come la vittoria della Coppa Italia e i play-off. Purtroppo non siamo riusciti a vincere il campionato ma la promozione è arrivata comunque, quindi per me è stata un’esperienza fantastica che mi ha fatto crescere tantissimo, sotto tutti i punti di vista”.
Tornare a Pescara?
“Sicuramente è uno dei miei obiettivi principali perché è una grande piazza, una società storica che ha sempre giocato in categorie importanti. Il mio obiettivo è tornare a Pescara e riuscire a trovare dello spazio e provare a giocare le mie carte”.
Il sogno nel cassetto?
“Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire ad arrivare in Serie A, in particolare giocare a San Siro con il Milan, però anche giocare a San Siro contro una tra Inter o Milan sarebbe per me veramente un sogno”.
A quale calciatore ti ispiri?
“Fin da piccolo, facendo il difensore centrale, mi sono ispirato a Thiago Silva. Poi crescendo ho iniziato a giocare più da esterno, e ho iniziato a guardare con attenzione Theo Hernández: è un giocatore al quale mi sono sempre ispirato e che ammiro”.
Ti senti più valorizzato a essere impiegato da quinto di centrocampo o da terzino?
“Probabilmente il modulo ideale per me sarebbe il 3-4-3, questo perché avendo una soluzione davanti posso giocare e andare ed è ciò che mette maggiormente in risalto le mie caratteristiche. Anche giocare a 4 dietro penso che possa far risaltare le mie buoni doti difensive”.
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