Una lunga e affascinante cavalcata nei ricordi di uno dei periodi più brillanti della storia recente azzurra. Faouzi Ghoulam, intervenuto ai microfoni del podcast del Corriere dello Sport, ha ripercorso la sua indimenticabile parentesi con la maglia del Napoli, svelando aneddoti inediti sulle metodologie di Maurizio Sarri, sull’importanza tattica di Francesco Calzona e su alcuni clamorosi retroscena di calciomercato.
Il metodo Sarri: l’ossessione di “svuotare lo stadio” e l’esordio a Kiev
Il racconto dell’ex terzino algerino si concentra sull’estremismo tattico e mentale richiesto da Maurizio Sarri. Non bastava semplicemente vincere le partite, l’obiettivo era dominare l’avversario fino a spingere i tifosi ospiti ad abbandonare gli spalti in anticipo. Un vero e proprio metro di giudizio per evitare punizioni durante la settimana:
“Maurizio ogni volta ci dava compiti in più: dovevamo vincere, ma non era abbastanza. Lui diceva sempre: ‘Voglio svuotare lo stadio’. Dal 70° minuto guardavamo: se lo stadio non si svuotava, sapevamo che il martedì avevamo doppio allenamento. A volte Mertens andava in porta a riprendere la palla dalla rete dopo il gol per farne un altro, se no, doppio allenamento martedì.”
Una mentalità esasperata che raggiunse il suo apice durante l’esordio in Champions League contro la Dinamo Kiev, quando il tecnico toscano arrivò a minacciare la squadra chiedendo paradossalmente un autogol al primo ingresso degli avversari nella metà campo azzurra, pur di mantenere altissima la tensione del pressing. Il culmine di quel percorso, per Ghoulam, resta la sfida persa contro il Manchester City di Guardiola:
“Quella è stata la massima espressione del Napoli di Sarri, loro non riuscivano a fare tre passaggi”.
L’impatto di Calzona e la chiamata decisiva di Benítez
Se Sarri era la mente, il lavoro sul campo per affinare i talenti passava spesso dalle mani di Francesco Calzona. Ghoulam rivendica l’altissimo livello di quella rosa e sottolinea il ruolo cruciale dell’ex CT della Slovacchia:
“Mertens più di una volta ha ringraziato Calzona. Ha detto: ‘Mi ha cambiato lui la carriera’. Calzona ha cambiato più di un giocatore. Te lo può dire Koulibaly, te lo posso dire io. Rimanevamo sempre mezz’ora, 45 minuti, un’ora dopo l’allenamento con Ciccio a fare sedute individuali”.
L’approdo all’ombra del Vesuvio, tuttavia, porta la firma di Rafa Benítez. L’algerino era vicinissimo alla Roma di Sabatini, ma una telefonata dello spagnolo e la visione del Golfo di Napoli su internet cambiarono la storia, al punto da spingere il giocatore a pagarsi da solo il volo Lione-Francoforte-Napoli e a rinunciare a una somma importante pur di sbloccare l’impasse burocratica con il Bordeaux.
Il retroscena su Fabian Ruiz al PSG
L’intervista ha regalato anche un clamoroso retroscena di mercato internazionale legato all’ex compagno Fabian Ruiz. Secondo Ghoulam, il trasferimento dello spagnolo all’ombra della Torre Eiffel fu dettato da mere questioni di potere politico tra top club:
“Ancelotti lo voleva riportare al Real Madrid. Ma il Real in quel momento non poteva fare trasferimenti perché stava cercando di prendere Mbappé. Il PSG, sapendo che il Real voleva Fabian, lo ha preso prima. L’avevano preso per fare un torto al Real Madrid. Poi si sono ritrovati in casa il miglior centrocampista del campo”.





