Terremoto giudiziario nel mondo dei procuratori sportivi. Secondo quanto lanciato in esclusiva dall’agenzia AGI, la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Gabriele Giuffrida. Il potente agente di mercato, noto per aver curato operazioni internazionali come il passaggio di Icardi al PSG, è finito nel mirino della magistratura per presunti reati fiscali.
I bilanci della società e l’ipotesi di maxi evasione
Nel dettaglio, la Guardia di Finanza ha acceso i riflettori sulla GG 11 Srl, l’agenzia fondata dal procuratore nel 2017. L’ipotesi formulata dagli investigatori è che la società abbia manipolato la dichiarazione dei redditi del 2020.
I militari contestano un abbattimento illegittimo dell’imponibile. La società avrebbe infatti nascosto i guadagni reali e, parallelamente, inserito a bilancio costi gonfiati o inesistenti. Di conseguenza, questa presunta manovra fraudolenta avrebbe generato un’evasione d’imposta superiore ai 2 milioni di euro.
Il nodo delle fatture “fantasma” e le società collegate
Inoltre, l’inchiesta si concentra su una serie di prestazioni e fatturazioni ritenute altamente anomale, slegate dai classici trasferimenti dei calciatori. Le Fiamme Gialle contestano due flussi di denaro specifici.
Il primo riguarda 126mila euro versati alla Sportcoding, società gestita da Fabio Grosso (solo un omonimo dell’allenatore della Fiorentina), la quale presentava la GG 11 come unico cliente e produceva fatture del tutto generiche. Il secondo flusso, pari a 300mila euro, è stato invece indirizzato verso la Joy Eleven Ltd, un’azienda con sede a Londra riconducibile a Valerio Giuffrida, fratello dell’agente indagato.
Rischio sequestro e allargamento delle indagini
Pertanto, gli inquirenti ritengono che tali operazioni mascherino l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Alla luce di queste scoperte, la Finanza ha formalmente richiesto al pubblico ministero un sequestro preventivo dei beni a carico della società, per un valore pari alle tasse evase.
Infine, l’inchiesta rischia di allargarsi ulteriormente. Le autorità hanno infatti suggerito alla Procura di valutare l’iscrizione nel registro degli indagati anche per Fabio Grosso e Valerio Giuffrida, ipotizzando la loro partecipazione attiva in questo giro di false fatturazioni.





