Il calcio del futuro ha un obiettivo chiaro: combattere la noia e i tempi morti. Pierluigi Collina, responsabile degli arbitri FIFA, ha tracciato la rotta in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, confermando che la priorità assoluta è aumentare il tempo effettivo di gioco e la spettacolarità.
Sui portieri e le rimesse: “Scatteranno i 5 secondi”
Dopo il successo della regola degli 8 secondi per i portieri, si passa ai falli laterali e ai rinvii dal fondo. Collina spiega: ”Sarà l’arbitro a valutare se il ritardo mira a perdere tempo: a quel punto scatteranno i 5 secondi. L’obiettivo non è punire, ma convincere i giocatori a non perdere tempo”.
Sulle sostituzioni “al rallentatore”
Basta con i giocatori che attraversano tutto il campo camminando quando vengono sostituiti: “Il tempo limite è un deterrente più efficace rispetto all’ammonizione che a volte potrebbe essere una sorta di ‘affare’”.
Sui finti infortuni: “Fuori per un minuto”
Per evitare che i giocatori si accascino solo per spezzare il ritmo, Collina propone una sosta forzata a bordo campo: ”Stare fuori per un minuto, dopo aver ricevuto l’intervento dei sanitari, consente al giocatore di recuperare meglio e magari lo convince a rialzarsi subito”.
La svolta VAR: Secondi gialli e Calci d’angolo
Qui arriva la parte che scotta, specialmente dopo le polemiche di Verona-Napoli. Collina apre alla tecnologia per correggere le espulsioni ingiuste e i corner assegnati per errore: ”Un’espulsione per seconda ammonizione chiaramente sbagliata ha un impatto sul risultato. E sul calcio d’angolo: ha senso lasciar tirare l’angolo sperando che non venga segnato un gol? Molto meglio correggere la decisione e dare rinvio”.
Il VAR “a chiamata”
Sulla possibilità che gli allenatori chiedano la revisione video (il cosiddetto Challenge): “Sta funzionando molto bene il Football Video Support (il Var semplificato). C’è la volontà di fare una valutazione complessiva di cosa potrebbe essere migliorato”.
Razzismo e proteste
Infine, una distinzione netta tra chi protesta e chi subisce offese: “L’abbandono del campo per protesta non è accettabile. Ma per i casi di razzismo esiste una procedura: nessun giocatore oggetto di razzismo verrà mai punito”.





