Guai giudiziari per Maguire: arriva la condanna per i fatti di Mykonos

Maguire difensore del Manchester United

L’incubo legale legato alle vacanze in Grecia non è ancora finito per il difensore del Manchester United. A distanza di anni dai fatti, un tribunale ellenico si è pronunciato nuovamente sul turbolento episodio che ha visto protagonista Harry Maguire nell’agosto del 2020, durante un soggiorno sull’isola di Mykonos.

I capi d’accusa e la nuova sentenza

La vicenda, che aveva fatto rapidamente il giro dei tabloid di tutto il mondo, ruota attorno a tre capi d’accusa ben precisi: aggressione lieve, resistenza all’arresto e tentata corruzione. In un primo momento, il calciatore britannico era stato condannato a ventuno mesi di reclusione. Tuttavia, attraverso un tempestivo appello, era riuscito a far sospendere e revocare quella prima sentenza, aprendo la strada a un nuovo processo. Ora, il nuovo verdetto dei giudici greci ha confermato la colpevolezza del giocatore per tutte e tre le accuse contestate, rideterminando però la pena: 15 mesi di carcere, commutati con la sospensione condizionale.

La battaglia legale prosegue in Corte Suprema

Nonostante questa nuova pronuncia sfavorevole, la vicenda nelle aule di tribunale è ben lontana dalla sua conclusione. L’ex capitano dei Red Devils continua a difendere la propria posizione e non ha alcuna intenzione di accettare il verdetto senza lottare. Forte della convinzione di poter dimostrare la propria innocenza, il difensore ha già fatto trapelare la volontà di non arrendersi e di presentare un ricorso ufficiale direttamente alla Corte Suprema greca, con l’obiettivo di ribaltare l’esito del processo e vincere definitivamente la causa.

(Foto: manutd.com)