Il capitano della Guerri Napoli Basketball Stefano Gentile ha parlato ai microfoni di Baseline Podcast. Ecco alcune sue dichiarazioni: “Quando ho parlato con coach Magro, tra giugno e inizio luglio stavo considerando un po’ il fatto di lasciare Trapani nonostante avessi un altro anno. Avevo capito che sia a livello proprio cestistico che a livello extra-cestistico, con una famiglia, magari era arrivato il tempo di spostarsi anticipatamente”.
“Parlando col coach ho capito il genere di progetto che si voleva fare e onestamente era un’occasione per rimettermi in gioco per ripartire da una squadra che voleva fare tanto bene con tanto entusiasmo. Avendo un ruolo comunque di rilievo all’interno della squadra mi è sembrata una scelta facile, non ci ho dovuto pensare più di tanto”.
“Sicuramente per un casertano non è facile essere capitano del Napoli, mio papà me lo dice sempre ‘Non ci credo che un Gentile è capitano a Napoli’. Lui ha vissuto l’epoca dei grandi derby che non ho visto e che spero si possa rivedere in futuro”.
“Obiettivi? È giusto puntare alle stelle. Vincere lo scudetto a Napoli può essere un sogno o qualcosa per cui si arriva a lavorare con entusiasmo quotidianamente. Bisogna essere anche consapevoli, io non sono mai stato un fan del dire ‘arriviamo tra le prime otto fra 4 mesi’ perché so che tutto può succedere”.
“Secondo me bisogna costruire una cultura vincente in una società molto ambiziosa, e averla sia nello staff che nei giocatori. Io ho fatto parte per 5 anni di una squadra a Sassari che pur non avendo il budget più alto o chissà che palmares, aveva creato una cultura vincente e i risultati sono arrivati”.





