Il passivo di 110-84 maturato contro Trieste non è soltanto una sconfitta numerica, ma rappresenta probabilmente il punto più basso della stagione della Guerri Napoli. Dopo le preoccupanti avvisaglie contro Venezia, la trasferta giuliana ha evidenziato una squadra priva di identità difensiva, capace di subire ben 70 punti in soli due quarti.
Una frattura evidente
Il match è rimasto in equilibrio per soli venti minuti, prima di trasformarsi in un monologo dei padroni di casa. Al di là del dato statistico, ciò che emerge è un distacco emotivo tra il gruppo squadra e lo staff tecnico. L\\\’impressione è quella di una frattura profonda, un \\\”punto di non ritorno\\\” che mette la società davanti a scelte non più procrastinabili per salvaguardare gli investimenti fatti e il rispetto verso la piazza.
Le ipotesi per il futuro
Con la classifica che inizia a farsi pesante e un morale ai minimi termini, la dirigenza è chiamata a intervenire drasticamente. Due le strade percorribili, probabilmente complementari:
- Guida tecnica: La sensazione è che l\\\’attuale gestione non riesca più a trasmettere gli stimoli necessari al gruppo.
- Interventi sul mercato: La necessità di almeno due nuovi innesti per riequilibrare un roster che, al momento, appare inadeguato a reggere l\\\’urto del campionato.
Napoli ha ancora il tempo per invertire la rotta, ma la reazione deve essere immediata e strutturale.





