Il Mondiale 2026 di Formula 1 è ai nastri di partenza e, per la prima volta da oltre un ventennio, il paddock dovrà fare a meno della storica presenza dell’ex team principal della Red Bull. Mentre le indiscrezioni finanziarie lo accostano sempre con maggiore insistenza all’acquisizione del 24% delle quote del team Alpine (attualmente in mano al fondo Otro Capital), c’è chi lo vedrebbe perfettamente a suo agio al timone di un’altra scuderia storica. Intervistato dal portale Vision4Sport, l’ex pilota Juan Pablo Montoya ha infatti lanciato una suggestione clamorosa, indicando nel manager britannico l’uomo giusto per risollevare le sorti della Gestione Sportiva del Cavallino Rampante.
La cura Horner e la pazienza nei programmi di sviluppo
Secondo il fuoriclasse colombiano, l’eventuale approdo del cinquantaduenne a Maranello rappresenterebbe una svolta, a patto però di garantirgli il tempo materiale per operare senza l’ossessione immediata del risultato. Le sue parole delineano una lucida analisi sulle tempistiche del motorsport moderno e sulla necessità di fare scudo attorno alla squadra: “Onestamente – spiega Montoya – credo che la Ferrari trarrebbe vantaggio da uno come Christian Horner. Ma dovrebbero anche capire di essere dinanzi a due anni di meda e che in F1 ci sono programmi di sviluppo di almeno 4 anni in cui serve avere pazienza. Non si può avere gente che parla a vanvera, anche se i giornalisti adorano quando i capi iniziano a parlare a vanvera. La squadra deve essere unita, come si vede in Mercedes e McLaren. Loro fanno un ottimo lavoro mantenendo il silenzio e sostenendo i propri piloti. Se Kimi Antonelli va a sbattere allora Wolff dice ‘Oh, è giovane, è brillante. Non preoccupatevi, siamo contenti che sia andato a sbattere. È tutta esperienza’”*.
La difesa di Vasseur e il peso dei media italiani
Spostando l’attenzione sull’attuale vertice del muretto ferrarista, l’ex alfiere di Williams e McLaren ha preso le difese di Frederic Vasseur, puntando il dito contro la deleteria abitudine di cercare continuamente un capro espiatorio quando la vettura non è all’altezza. Per Montoya, l’enorme pressione della stampa e l’impazienza della piazza rappresentano un ostacolo insormontabile per la continuità aziendale: “È davvero colpa sua? Penso che questo sia il problema più grande della Ferrari… Ogni volta che qualcosa non va, si licenzia il capo. Hanno bisogno di costruire invece che distruggere e quindi, o hai persone abbastanza brave da progettare la macchina migliore o non le hai. E, se non le hai, devi capire come assumerle. Non puoi dire ‘l’auto fa schifo, sei fuori, assumeremo qualcun altro’, perché arriverà il prossimo, alla gente non piacerà e se ne andrà . Devono smetterla di licenziare e spostare le persone, lasciare la politica a casa. In McLaren e Mercedes si vince e si perde insieme, senza accuse, ma gli italiani sono focosi e così influenzati dai media che è come dire ‘Abbiamo bisogno della testa di qualcuno su un piatto d’argento!‘”.
Alpine: il terreno perfetto per fare miracoli
Al netto delle suggestioni legate alla Rossa, il destino del dirigente inglese sembra orientato verso la compagine anglo-francese. Un’operazione societaria che trova la totale benedizione del colombiano, convinto che le immense doti organizzative dell’ex boss di Milton Keynes farebbero la fortuna della scuderia, anche grazie a evidenti vantaggi logistici: “Sarebbe fantastico se tornasse. Il successo che ha ottenuto con la Red Bull in tutti questi anni è stato incredibile. Quindi, se avesse la possibilità di riprovarci, penso che sarebbe fantastico. E credo che lui sappia bene cosa serve per farlo. È un po’ come Toto Wolff… Entri, poi metti le persone giuste al posto giusto e, che piaccia o no, alla fine queste persone porteranno a termine il lavoro. La scelta migliore per lui? Secondo me sarebbe l’Alpine. Hanno il propulsore Mercedes, sede in Inghilterra, tutto il resto. È anche vicina alla Red Bull, a circa 20-30 minuti di distanza. Penso che se potesse entrare a far parte di quella squadra, Christian Horner potrebbe fare miracoli per loro”.
(Foto: redbull.com)





