Il tanto temuto cambio regolamentare del 2026 sta già mietendo le sue prime, illustri vittime. Se era preventivabile qualche problema di gioventù per i motoristi, la situazione in casa Aston Martin ha rapidamente assunto i contorni di una vera e propria emergenza sportiva. Al centro del ciclone c’è la nuova power unit Honda, che sta mettendo a serio rischio l’inizio di stagione della scuderia di Lawrence Stroll.
Il nodo tecnico: vibrazioni e batterie ko
Già durante l’ultima giornata di test in Bahrain, il team aveva di fatto alzato bandiera bianca. Lance Stroll è stato costretto a percorrere pochissimi chilometri per preservare i pochi ricambi rimasti a disposizione dopo una serie di letali k.o. tecnici. Come ammesso direttamente dal Giappone, il problema principale risiede in anomale e violente vibrazioni che inficiano l’integrità della batteria. Una grana enorme, per la quale al momento non esiste una data di risoluzione certa, tanto da spingere i vertici a inviare d’urgenza Andy Cowell nel Sol Levante per lavorare fianco a fianco con i tecnici nipponici.
In Australia solo per evitare la multa
La prospettiva per l’esordio stagionale è a dir poco cupa. Secondo quanto riportato dalla testata Motorsport.com, l’Aston Martin volerà in Australia per un solo, cinico motivo: le salatissime penali da pagare in caso di forfait.
Il team inglese potrebbe limitarsi a percorrere pochissimi chilometri, di fatto timbrando il cartellino e facendo un mero atto di presenza per onorare il Patto della Concordia ed evitare conseguenze economiche e d’immagine insostenibili.
Una strada amara per una scuderia che puntava a recitare un ruolo da protagonista, ma che al momento sembra l’unica opzione percorribile per non aggravare un disastro tecnico già in atto.
(Foto: astonmartinf1.com)





