Charles De Ketelaere ha finalmente trovato la sua dimensione ideale. Dal ritiro della Nazionale belga, l’attaccante dell’Atalanta si è raccontato a cuore aperto ai microfoni del portale Nieuwsblad, tracciando un bilancio estremamente lucido e maturo del suo percorso calcistico. Dalla rinascita sotto la guida di Gian Piero Gasperini alle riflessioni sul suo turbolento passato al Milan, il talento fiammingo ha le idee chiarissime sul proprio presente e sul proprio futuro.
La maturazione tattica e i dettami di Gasperini
La seconda stagione a Bergamo si sta rivelando quella della definitiva consacrazione in termini di peso specifico all’interno delle gerarchie della squadra. Sebbene i meri numeri realizzativi possano sembrare leggermente inferiori rispetto alla sua prima annata nerazzurra, De Ketelaere ha sottolineato come il suo apporto alla manovra e la sua evoluzione tattica abbiano compiuto un balzo in avanti decisivo:
“Come va la stagione all’Atalanta? A livello personale penso che vada molto bene. In termini di statistiche forse è un po’ meno brillante della scorsa stagione, ma credo davvero di giocare molto meglio”
Un’affermazione che lui stesso ammette poter sembrare singolare, ma che fotografa alla perfezione l’acquisita centralità nel progetto:
“Lo so, suona un po’ contraddittorio. Ma puramente a livello di sensazioni e di importanza per la squadra, gioco semplicemente meglio”.
Il merito di questo step mentale e atletico è da attribuire in gran parte al meticoloso lavoro quotidiano imposto da Gian Piero Gasperini, che gli ha progressivamente affidato un minutaggio sempre più elevato:
“La scorsa stagione con mister Gasperini venivo sostituito spesso. Era il suo modo di lavorare, gli attaccanti uscivano spesso dopo 60 minuti. Ora gioco di più. Sono cresciuto come giocatore”.
Il capitolo Milan e il modulo perfetto
Inevitabile, durante l’intervista, un passaggio sulla sua prima, complessa esperienza nel calcio italiano con la maglia del Milan. Lontano dall’essere un tabù, il belga analizza quel periodo con grande obiettività, riconoscendo i propri errori di gioventù e individuando nel sistema di gioco atalantino il vero segreto della sua esplosione:
“Non rimpiango ancora quel passaggio dal Club Brugge al Milan. Forse in quel periodo avrei dovuto mostrare più fiducia in me stesso, ma nel frattempo l’ho imparato. Il modo di giocare di Gasperini all’Atalanta mi ha aiutato nello sviluppo. Penso che in un 3-4-3 o in un 3-5-2 le mie qualità emergano al meglio”.
Un futuro a tinte nerazzurre
Con un contratto blindato fino al 2028, le sirene di mercato non sembrano minimamente scalfire la serenità del trequartista. L’ambiente di Bergamo rappresenta oggi una comfort zone da tutelare e difendere con le unghie:
“Sto bene all’Atalanta. Sono super felice e ho ancora un contratto lungo. A volte bisogna tenersi stretto quello che si ha”.
(Foto: atalanta.it)





