Cavese, l’ora della verità: al Lamberti serve la fame che è mancata a Trapani

La sconfitta di Trapani non ha lasciato in dote solo zero punti, ma anche un duro monito di mister Fabio Prosperi. Le “illusioni” nate dalla striscia di cinque risultati utili si sono infrante contro una prestazione opaca, che ha evidenziato un preoccupante deficit di ferocia agonistica proprio nel momento cruciale della stagione. Con soli dieci turni ancora da giocare, la Cavese si trova sospesa tra la speranza di una salvezza diretta e lo spettro dei playout, prigione da cui è difficile evadere se non si cambia marcia negli scontri diretti.

Il paradosso dei “piccoli” match

Il dato che preoccupa l’ambiente biancoblu è la gestione delle gare contro le dirette concorrenti. Se contro le “big” gli aquilotti hanno spesso mostrato il volto migliore, è negli scontri con le squadre alla portata che la personalità sembra svanire. Eccezion fatta per il successo contro il Sorrento a inizio 2026, il ruolino di marcia recente è deficitario. Sabato al “Simonetta Lamberti” arriverà un Audace Cerignola ormai sereno: i 42 punti in classifica valgono la salvezza anticipata e permetteranno ai pugliesi di giocare con la mente sgombra, nonostante le incertezze societarie all’orizzonte.

Destino nelle proprie mani

In città si guarda con attenzione alle vicende extra-campo di Trapani e Siracusa, entrambe a rischio sanzioni o esclusione per inadempienze amministrative. Tuttavia, affidarsi alle disgrazie altrui sarebbe l’errore fatale. La Cavese ha il dovere di cercare la salvezza sul rettangolo verde, dimostrando quella “fame” che a Trapani è mancata. Contro il Cerignola non conterà solo la tattica, ma la capacità di mordere la partita per evitare che la bandiera a scacchi della stagione regolare si trasformi in un verdetto amaro.