Fabio Caressa: “Juan Jesus sembrava l’osso per il brodo”

Juan Jesus difensore Napoli

“Antonio Conte merita rispetto. Totale. Non solo per ciò che rappresenta come allenatore, ma per il modo in cui continua a mettersi in discussione, adattandosi ai contesti e trovando soluzioni concrete ai problemi”. Un concetto ribadito con forza da Fabio Caressa, che sul suo canale YouTube ha speso parole molto chiare sul tecnico e su uno dei simboli silenziosi del suo Napoli: Juan Jesus.

Parlando di Conte, Caressa ha sottolineato come alcune critiche ricorrenti – in particolare sul suo modo di comunicare – facciano parte di una lettura superficiale del personaggio:

«Conte merita assolutamente il massimo rispetto, e non solo come allenatore. Qualcuno potrà dire che si lamenta sempre, ma tutto questo fa parte della sua comunicazione. Ma alcune cose vanno dette. Un uomo che cambia se stesso, che non si ferma sulle sue convinzioni, che riesce a modificarsi in base all’ambiente in cui si trova e che trova delle soluzioni pensate ed applicate con il col lavoro alle difficoltà, è un vincente, un fuoriclasse».

Un passaggio che va oltre il campo e racconta un allenatore capace di evolversi, lontano dall’immagine rigida che spesso gli viene cucita addosso.

Nel suo intervento, Caressa si è soffermato anche su Juan Jesus, esempio perfetto di come il lavoro – tecnico e atletico – possa prolungare e rilanciare una carriera data troppo in fretta per conclusa:

«Sembrava un giocatore finito quando è andato via dalla Roma, l’osso per il brodo, non è una bella espressione, ma voglio usarla proprio perché Juan Jesus gioca da anni anche 10-15 partite a campionato da titolare con grande titolarità. Tutto questo vuol dire che anche la preparazione atletica permette ai giocatori di esprimersi al meglio».

Parole che fotografano una realtà spesso ignorata nel dibattito calcistico: dietro i risultati non ci sono solo idee o carattere, ma adattamento, metodo e lavoro quotidiano. Conte e Juan Jesus, ognuno nel proprio ruolo, ne sono una dimostrazione concreta.

(Foto: sscnapoli.it)