Il clima a Coverciano è un misto di massima concentrazione e lucida consapevolezza. L’Italia si prepara ad affrontare l’Irlanda del Nord in un playoff che vale l’accesso ai Mondiali: una sfida da dentro o fuori che si giocherà giovedì sul prato di Bergamo. Dopo le parole decise del CT Rino Gattuso, oggi è toccato a Riccardo Calafiori presentarsi in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e tracciare la rotta verso la qualificazione.
La gestione della pressione e l’analisi dell’avversario
Il difensore in forza all’Arsenal appare sereno e determinato. Il primo passaggio è dedicato alle sue condizioni fisiche e all’approccio mentale che la squadra dovrà avere in questi giorni di vigilia:
“Sto bene, poi vediamo oggi in campo ma sto bene. Gestione dei momenti? In un momento così delicato la chiave è vivere il presente, non pensare troppo e godersi il momento, fare gruppo e pensare giorno per giorno”.
Sull’Irlanda del Nord, Calafiori preferisce mantenere il focus sulle certezze del gruppo azzurro, senza lasciarsi condizionare troppo dalle caratteristiche avversarie:
“Sinceramente preferisco concentrarmi su di noi e i miei compagni, non è il momento di pensare troppo all’avversario. Dipende più da noi che dagli altri”.
Tattica, palle inattive e solidità difensiva
Entrando nelle pieghe tattiche del match, il centrale azzurro evidenzia i pericoli legati al gioco fisico dei nordirlandesi e l’importanza maniacale dei dettagli:
“La partita va preparata come se fosse un’altra partita. Sappiamo l’importanza ma dobbiamo stare il più sereni possibile. Calci piazzati? Dobbiamo stare molto attenti, loro possono essere pericolosi ma anche noi possiamo fargli male così. Nel calcio di oggi fanno la differenza, la linea è sottile e i dettagli sono importanti. Appena possono cercano questo tipo di giocata, dobbiamo cercare di evitare il più possibile questo modo di giocare e stare attenti sulle seconde palle. Dobbiamo essere concentrati dal primo all’ultimo minuto”.
Rispondendo a una domanda sulla tenuta difensiva dell’Italia, apparsa a volte vulnerabile, Calafiori fa scudo attorno alla squadra, richiamando tutti all’unità d’intenti:
“Non credo sia la problematica. Come sempre quando si commette un errore la colpa non è solo di un reparto. Credo che c’è poco da pensare al passato, dobbiamo stare insieme in questi due giorni e cercare di raggiungere il risultato che tutti dobbiamo. Spero in una partita in cui saremo noi a dominare e ad avere le chance più grandi. Non si può immaginare come finirà una partita o come andrà. Il messaggio che vogliamo mandare è di stare insieme ed essere positivi, perchè ci aiuterà. Conta tanto l’unione e la mentalità”.
Il legame con Gattuso e la forza del gruppo
Un passaggio fondamentale della conferenza riguarda il rapporto speciale che si è venuto a creare con il Commissario Tecnico. Calafiori svela retroscena importanti sulla vicinanza di Gattuso nei momenti difficili, ricordando anche i precedenti positivi nello stadio che ospiterà la gara:
“Mi piace ricordare quella con l’Estonia in casa che abbiamo giocato proprio a Bergamo, lo stadio può darci una mano, ricordo l’atmosfera che si era creata. Ho apprezzato molto il comportamento del mister con noi e con me, ho sentito più lui che mia madre negli ultimi mesi. Io sono schivo ed è stato bravo a starmi vicino, in un momento in cui mi è servito perchè ho giocato meno, sono stato fuori. Quella cena lì (con Gattuso) è stata bella, stare lì a parlare. Non abbiamo avuto tanto tempo di allenarci in questi mesi, ma l’importante è stare insieme. Come sono queste cene? Il conto penso l’abbia pagato lui (ride ndr). E’ stata una serata tra amici, in cui abbiamo parlato di calcio ed altre cose. Gigi e Bonucci hanno raccontato qualche aneddoto, esperienza”.
Il sogno americano e la maglia azzurra
L’incubo di restare fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva aleggia sull’ambiente, ma il classe 2002 invita tutti a ribaltare la prospettiva, trasformando la paura in energia positiva per volare negli Stati Uniti:
“Sappiamo quanto è importante qualificarci per questo Mondiale, però per quello che si può non ci si pensa. Io sono quasi contento di giocare questa partita. Poi c’è anche l’altro della medaglia, può andare bene, ma cerchiamo di viverla bene perché può essere una settimana in cui possiamo essere molto felici, in cui andiamo negli USA. Sta tutto nel modo in cui vedi questa partita. E’ una responsabilità, quando vedi questa maglia ci sono milioni di persone che tifano per te. Ma io la vedo come un’opportunità, una chance di andare al Mondiale che è una cosa che sogniamo da quando siamo piccoli. Non vedo l’ora di giocarla. Vogliamo tutti la stessa cosa, perché complicarsi la vita per una partita già complicata di suo? Pensare positivo mi ha sempre aiutato e anche i miei compagni la pensano così”.
(Foto: figc.it)





