Il mercato regala sempre intrecci inaspettati e sliding doors capaci di cambiare il volto delle stagioni. A confermarlo è Serdal Adalı, presidente del Beşiktaş, che in una lunga intervista concessa all’emittente turca A Spor ha svelato tutti i retroscena legati all’approdo a Istanbul del tecnico Vincenzo Italiano e al clamoroso colpo a parametro zero di Dusan Vlahovic. Due operazioni nate sull’asse Italia-Turchia che hanno visto coinvolte in prima linea anche Napoli e Juventus.
La trattativa per Italiano: “Stava andando al Napoli, poi la rottura”
La panchina del club bianconero ha vissuto ore caldissime. Adalı ha raccontato come il primo approccio con Italiano sia avvenuto in un momento in cui il tecnico era promesso sposo del club partenopeo, svelando le dinamiche che hanno poi portato all’insperata fumata bianca per la squadra di Istanbul:
“Nelle nostre liste c’erano diversi allenatori. Uno di questi era Vincenzo Italiano. Abbiamo contattato sia il suo procuratore sia il suo avvocato. Quando lo abbiamo chiamato, Italiano non aveva ancora rescisso il contratto con il Bologna. Ci disse che si stava accordando con il Napoli. […] Ci siamo orientati verso un’altra alternativa. Nel frattempo, un nostro collaboratore ci ha informato che c’erano stati dei problemi nella trattativa tra Italiano e il Napoli”.
A quel punto, la dirigenza turca ha rotto gli indugi con un blitz decisivo in Italia:
“Il direttore sportivo Önder Özen è andato in Italia e poi l’ho raggiunto anch’io. Ci siamo seduti insieme per due giorni: abbiamo parlato con Italiano, trovato l’accordo e lo abbiamo portato con noi. […] In quei due giorni abbiamo spiegato a Italiano il Beşiktaş, i nostri obiettivi e il progetto. In qualche modo, la fortuna ci ha sorriso. Ringrazio il presidente del Napoli”.
Il fattore Italiano per l’arrivo di Vlahovic: il duello con la Juventus
L’arrivo in panchina dell’ex tecnico di Fiorentina e Bologna ha fatto da volano per la concretizzazione di un sogno di mercato: l’ingaggio dello svincolato di lusso Dusan Vlahovic. Un corteggiamento lungo, in cui l’allenatore ha giocato un ruolo chiave per superare le resistenze economiche e la forte concorrenza:
“Se avessimo dovuto prendere un centravanti, avremmo preso lui e non avremmo cercato nessun altro. Questo ancora prima di parlare con Italiano. Naturalmente, avere Italiano come allenatore è stato un enorme vantaggio per noi. Lui mi ha detto che ci sarebbe potuto volere un po’ di tempo per una questione di costi, ma io gli ho risposto che avrebbe dovuto convincerlo e poi ai soldi ci avrei pensato io”.
Il presidente del club turco ha infine rivelato i dettagli dei concitati giorni finali della trattativa, caratterizzati dai tentativi estremi della Juventus di trattenere l’attaccante serbo:
“C’è voluto del tempo. Non sono mancate le offerte da parte di diversi club per Dusan e ogni nuova proposta ci faceva slittare di qualche giorno. Attraverso il suo procuratore, la Juventus non si è mai tirata indietro: è rimasta al tavolo fino all’ultimo momento. Ero molto fiducioso che sarebbe arrivato”.





