Leonardo Totè sta attraversando una stagione tutt’altro che semplice con la maglia dell’Olimpia Milano. Il pivot classe 1997, ex Napoli Basket, era arrivato in estate nel roster di Ettore Messina con aspettative importanti, dopo due anni in azzurro vissuti da assoluto protagonista.
A Napoli, Totè aveva lasciato il segno con prestazioni di alto livello, come i 22 punti e 11 rimbalzi contro Brescia e il premio di MVP del mese di gennaio in LBA, viaggiando a 14.5 punti e 6 rimbalzi di media. Il lungo veneto, però, si è portato dietro una fascite plantare già dalla parte finale della scorsa stagione, problema che ne ha condizionato l’inserimento a Milano. In un reparto lunghi particolarmente affollato, con Nebo, Booker e Dunston davanti nelle gerarchie, Totè ha trovato pochissimo spazio, mettendo insieme statistiche ridotte (circa 4-5 punti e 3-4 rimbalzi in pochi minuti di utilizzo).
Secondo quanto filtra dall’ambiente Olimpia, il centro è ancora fermo ai box: l’infermeria lo segnala out per almeno altre due settimane, con allenamenti differenziati per gestire il recupero. L’ultimo match ufficiale risale a maggio, contro Trento, chiuso comunque con 15 punti e 6 rimbalzi, segnale di un potenziale ancora intatto.
Toté-Napoli: voglia di passato?
Nel frattempo, sabato scorso Napoli Basket è uscita sconfitta dal parquet di Varese per 84-80, al termine di un finale combattuto deciso dai 24 punti di Moore. Per gli azzurri buone prove di Mitrou-Long ed El-Amin. Sugli spalti, però, non è passata inosservata la presenza di Leonardo Totè, dettaglio che ha immediatamente acceso i rumors di mercato.
Semplice vicinanza geografica tra Milano e Varese o qualcosa di più?
Totè, a Napoli, era un leader offensivo, con un fisico da 211 cm perfetto per il PalaBarbuto e per il sistema di gioco partenopeo. Al momento non risultano trattative ufficiali, ma la logica sportiva è evidente: il giocatore ha bisogno di minuti e continuità per rilanciarsi, mentre Napoli è alla ricerca di italiani affidabili per la corsa alla Final Eight di Coppa Italia.
Per ora resta una suggestione, ma abbastanza forte da infiammare la tifoseria azzurra. E nel basket di gennaio, si sa, le suggestioni possono trasformarsi rapidamente in realtà.





