Avellino, una battuta d’arresto che impone riflessioni

Avellino, Stadio Partenio - Adriano Lombardi

La sconfitta contro la Carrarese interrompe il cammino dell’Avellino nel modo meno auspicabile, soprattutto per come è maturata. Il vantaggio iniziale aveva lasciato intravedere una gara gestibile, ma col passare dei minuti i biancoverdi hanno progressivamente perso lucidità, smarrendo ritmo e idee.

Dopo il gol del momentaneo 1-0, la squadra non è riuscita a dare continuità alla propria manovra. Il pareggio ospite ha avuto l’effetto di spezzare gli equilibri, evidenziando difficoltà soprattutto nella zona centrale del campo, dove l’Avellino non è riuscito a garantire né filtro né costruzione efficace. La Carrarese, ordinata e pragmatica, ha saputo leggere meglio i momenti della partita, limitando gli spazi e sfruttando le incertezze avversarie.

Sul piano tecnico, la prestazione è apparsa complessivamente al di sotto degli standard abituali. Poche soluzioni offensive, scarsa precisione negli ultimi trenta metri e una gestione dei cambi che non ha prodotto l’effetto sperato. Alcune scelte, inevitabilmente, finiscono sotto la lente d’ingrandimento, ma il calo va interpretato come un problema collettivo più che individuale.

La classifica resta comunque rassicurante, con un margine sulla zona calda che consente di lavorare senza allarmismi. Tuttavia, la gara del Partenio lancia un segnale chiaro: per affrontare al meglio i prossimi scontri diretti serviranno maggiore intensità, idee più chiare e una risposta immediata sul piano mentale. La sconfitta con la Carrarese non è una crisi, ma è un passaggio che impone attenzione.