L’Avellino batte il Cesena 3-1 e archivia una settimana complicata senza cambiare pelle. Una vittoria utile, più che eclatante, costruita sulla reazione e non sulle promesse.
L’avvio è in salita. Dopo pochi minuti il Cesena colpisce una traversa e passa con Olivieri all’8’. L’Avellino va sotto subito, confermando qualche fragilità iniziale già vista nelle ultime uscite. Ma la squadra non si disunisce e resta dentro la partita.
Il pareggio arriva al 17’ con Biasci, che sfrutta una delle prime vere occasioni biancoverdi. Al 37’ è ancora lui a ribaltare il punteggio, firmando il 2-1 che manda l’Avellino all’intervallo in vantaggio, pur in una gara ancora aperta e nervosa.
Nella ripresa il Cesena ha la chance per rientrare: al 57’ Olivieri va vicino al gol in una stessa azione, ma trova tre respinte. È il momento chiave del match. Cinque minuti dopo, sull’angolo di Missori e dopo la traversa colpita da Enrici, Biasci è il più rapido nel tap-in che vale il 3-1 e la sua tripletta personale.
Da lì in poi l’Avellino gestisce. Senza forzare, senza scoprirsi. C’è spazio per un palo e per il controllo del ritmo, fino agli applausi del Partenio all’uscita di Biasci nel finale.
Nel post gara il clima resta misurato. Enrici parla di “periodo negativo alle spalle” e sottolinea l’importanza dell’atteggiamento. Biasci evita qualsiasi riferimento a obiettivi di classifica e insiste sulla continuità del lavoro. Biancolino, dal canto suo, tiene la linea della prudenza: riconosce le difficoltà, soprattutto numeriche, e chiede equilibrio, ricordando che una vittoria non cambia il percorso, ma può rimetterlo in ordine.
Il 3-1 al Cesena non riscrive la stagione, ma restituisce una certezza: l’Avellino sa reagire. E, in questa fase, è già un punto fermo.





