Palladino amaro dopo il ko col Bayern: “Europa di un altro livello, siamo indietro”

Palladino allenatore dell'Atalanta

Si infrange all’Allianz Arena il sogno europeo dell’Atalanta. I nerazzurri cadono pesantemente anche nella gara di ritorno contro il Bayern Monaco, incassando un severo 4-1 firmato dalle reti di Karl, Luis Diaz e da una letale doppietta di Harry Kane (inutile, ai fini del passaggio del turno, il momentaneo timbro di Lazar Samardzic). Un verdetto amaro che sancisce un dato allarmante per il nostro movimento calcistico: con l’eliminazione della “Dea”, l’Italia si ritrova senza alcuna rappresentante ai quarti di finale di Champions League.

A margine del fischio finale, il tecnico Raffaele Palladino si è presentato ai microfoni di Sky Sport per analizzare lucidamente la débâcle bavarese e tracciare un bilancio su una stagione che ha ancora molto da offrire in ambito nazionale.

L’onore delle armi e la superiorità del Bayern

L’allenatore nerazzurro ha esordito commentando l’atteggiamento tattico scelto per provare ad arginare lo strapotere della corazzata guidata da Vincent Kompany. Nonostante un piano gara più accorto rispetto al match di andata, la qualità dei padroni di casa ha finito per fare la differenza:

“Volevamo fare una partita di grande orgoglio. Abbiamo cambiato il piano gara lavorando più bassi e volevamo giocarcela. Voglio fare i complimenti a loro, a Kompany e gli faccio un in bocca al lupo. Probabilmente abbiamo affrontato la squadra migliore del mondo e il nostro obiettivo era di dare tutto. Siamo andati dai nostri tifosi a salutarli, e sono stati fantastici. Rimpianti dell’andata? Con i se e con i ma è sempre facile parlare. Potevamo fare qualcosa di diverso. Oggi siamo stati più bassi e il risultato non è cambiato perché il Bayern è tecnica, ti mette lì e ti crea difficoltà. Bisogna accettare il verdetto e il fatto che abbiamo imparato tanto. Contro questi calciatori devi alzare il tuo livello e accettare il verdetto con grande umiltà, facendo i complimenti agli avversari”.

Il gap con l’Europa: un campanello d’allarme

Il confronto diretto con una superpotenza continentale ha spinto Palladino a una riflessione più ampia sullo stato di salute del nostro torneo. Per il mister, per colmare il divario con certe realtà, > “vanno fatte analisi profonde sul calcio italiano”.

La disamina tecnica si è concentrata sull’intensità e sulla pulizia delle giocate espresse dai top club stranieri:

“Rispetto alle grandi squadre d’Europa siamo indietro, siamo indietro. La palla viaggia a una velocità incredibile, la danno sempre sul piede giusto. Hanno smarcamenti molto veloci e anche un motore differente. Ci sarebbero tante cose da dire, ma siamo molto indietro”.

La rincorsa in campionato e il sogno Coppa Italia

Archiviata la parentesi internazionale, l’Atalanta deve ora rituffarsi sulle competizioni domestiche. La scalata in Serie A, partita da una situazione di classifica deficitaria, e la prospettiva di alzare un trofeo rappresentano i grandi stimoli per il finale di stagione:

“La Coppa Italia è un nostro obiettivo, e vogliamo portarla a Bergamo. Svariate volte l’Atalanta è andata fino in fondo senza alzarla, e noi vogliamo provarci anche per andare in Europa. Poi c’è il campionato: nelle prossime due abbiamo Verona e Lecce, e vogliamo fare più punti possibile, anche dei filotti. Quando sono arrivato eravamo 13esimi, e ora abbiamo fatto una grande scalata. Vogliamo dare tutto fino alla fine”.

(Foto: atalanta.it)