Una notte magica alla New Balance Arena. L’Atalanta firma un’autentica impresa calcistica travolgendo il Borussia Dortmund per 4-1 nel ritorno dei playoff di Champions League, staccando così il pass per i prestigiosi ottavi di finale.
A trascinare gli uomini di Raffaele Palladino ci hanno pensato i sigilli di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e il glaciale calcio di rigore trasformato al 98′ da Lazar Samardzic (procurato da un tenace Krstovic all’ultimo respiro). La Dea tiene in alto il tricolore in Europa.
“Una partita che resterà nella storia”
Nel post-partita, un visibilmente emozionato Palladino ha celebrato la prestazione titanica dei suoi ragazzi, sottolineando il peso specifico di questa vittoria per l’intero movimento calcistico nazionale:
“Questa partita resterà nella storia per tutto il calcio italiano, e non solo qui a Bergamo. Siamo molto felici e voglio ringraziare tutti i miei calciatori, la famiglia Percassi, il direttore D’Amico, ma soprattutto i nostri tifosi. È la partita più bella da quando sono allenatore”.
Il tecnico ha poi individuato la scintilla della cavalcata europea nella recente carica emotiva accumulata in campionato: “Sapevamo che era difficile ma non impossibile. All’andata abbiamo concesso troppo, ma qui volevamo giocarcela a viso aperto. La rimonta contro il Napoli è stata la chiave a livello mentale, lo spirito è stato fantastico”.
Coraggio tattico e la difesa del calcio italiano
La vittoria è nata da uno studio certosino degli avversari e da un assetto tattico aggressivo, che non si è sfaldato nemmeno dopo la rete del momentaneo spavento firmata dal giallonero Adeyemi.
“Dopo il gol di Adeyemi non ho potuto fare molto, la reazione è stata tutta dei ragazzi. C’è una grande maturità: due mesi fa avremmo accusato il colpo, ora capiamo i momenti. Abbiamo preparato la gara con tanti attacchi alla profondità e una feroce pressione degli attaccanti sul loro portiere. A me non piace difendere basso, voglio recuperare palla in alto e la squadra lo sa fare perfettamente”.
In chiusura, Palladino si è tolto un sassolino dalla scarpa, ergendosi a difensore del calcio nostrano contro i troppi detrattori: “Ho sentito tanti commenti non belli nei confronti delle nostre squadre. Noi dobbiamo proteggere il calcio italiano, siamo troppo critici e dovremmo essere più costruttivi. Nessuno credeva in noi: ho detto alla squadra che questa rimonta sarebbe servita a far ricredere tutti”.
(Foto: atalanta.it)





