Kimi Antonelli trionfa in Cina. L’ingegnere Bono: “Come Schumacher e Hamilton”

Antonelli pilota Mercedes in F1

Il trionfo nel Gran Premio di Cina segna un momento storico per l’automobilismo italiano e per la carriera di Andrea Kimi Antonelli. Salendo sul gradino più alto del podio a Shanghai, il talento bolognese si iscrive all’esclusivo club dei vincitori in Formula 1, diventando il tredicesimo pilota dell’attuale schieramento a vantare almeno un successo nel palmarès (lasciando a quota zero soltanto nove colleghi: Lawson, Lindblad, Hulkenberg, Bortoleto, Albon, Stroll, Colapinto, Bearman e Hadjar).

La scommessa Mercedes e il legame con Bonnington

La coraggiosa scelta della Mercedes, che non ha esitato a puntare sul giovanissimo italiano per sostituire Lewis Hamilton dopo il suo passaggio in Ferrari nel 2025, si sta rivelando vincente. A facilitare il rapido adattamento di Antonelli alla pressione della massima serie c’è una figura leggendaria del muretto box: Peter “Bono” Bonnington.

L’ingegnere di pista britannico, celeberrima spalla tecnica del sette volte campione del mondo inglese, è diventato il nuovo punto di riferimento radiofonico per il pilota emiliano. Un sodalizio che in Cina ha vissuto il suo primo, grande momento di gloria, regalando un’enorme emozione anche a un veterano abituato a vincere tutto.

Il paragone da brividi con le leggende della F1

Proprio Bonnington, visibilmente commosso al termine della gara, si è lasciato andare a una disamina tecnica e umana ai microfoni di Sky Sports UK che ha il sapore di un’investitura ufficiale. Senza alcun timore reverenziale, l’ingegnere ha accostato le doti naturali di Antonelli a quelle dei più grandi mostri sacri che abbia mai incrociato nel paddock:

“Quando lessi il libro sul fatto che con 10mila ore di allenamento tutti saremmo in grado di eccellere in qualunque disciplina all’inizio ci credetti, poi ho incontrato gente come Michael Schumacher e Lewis Hamilton e quel punto di rendi conto che per certe cose non esistono ore di pratica per essere come loro, e ce le hai o non ce le hai, e Antonelli le ha. Antonelli ha quel decimo o addirittura due decimi in più che solo i grandissimi hanno, lo si vede dai dati. Ci chiediamo come riesca ad essere così veloce e al tempi stesso a mantenere la vettura neutra e a gestire la temperatura delle gomme, eppure ci riesce. È uno spettacolo vedere e osservare tutto ciò”.

Parole pesantissime, supportate dalla freddezza della telemetria, che certificano la nascita di una nuova stella nel firmamento della Formula 1.

(Foto: formula1.com)