Claudio Lotito non si nasconde. Di fronte al malumore della piazza e agli striscioni di contestazione, il presidente della Lazio sceglie di rispondere alzando la posta in gioco. Dalle colonne del Corriere della Sera, il patron biancoceleste prova a ricucire lo strappo con la tifoseria, passando dalla diplomazia ai progetti concreti.
“Il dissenso è passione, ma sono stato frainteso”
Lotito apre con un’analisi lucida del clima ambientale, legittimando la critica ma difendendo la sua buona fede:
“Nella vita come nel calcio il dissenso esiste e va rispettato. Fa parte della passione, che è l’anima della Lazio. A volte le mie dichiarazioni vengono interpretate male, quindi è legittimo che i tifosi si interroghino. Ma io rispondo con i fatti”.
La svolta epocale: Flaminio e Piano Quinquennale
Ed è proprio sui “fatti” che Lotito cala gli assi. Il presidente annuncia due scadenze che potrebbero ridisegnare il futuro del club:
Obiettivo Stadio: “La prossima settimana presenteremo in pubblico il progetto per lo Stadio Flaminio, che abbiamo già consegnato al Comune”. Una mossa attesa da anni per dare una casa propria ai laziali.
La visione a lungo termine: “A marzo illustreremo ‘Lazio 2032’, il nostro piano quinquennale di rilancio”. Un manifesto programmatico per dimostrare che la società ha idee chiare e ambiziose.
(Foto: sslazio.it)





