Il dopo-Gilardino ha un nome e un volto: Oscar Hiljemark. Ma dietro l’arrivo dello svedese sulla panchina del Pisa c’è un casting internazionale ricco di colpi di scena. A svelarli è l’amministratore delegato Giovanni Corrado, intervenuto ai microfoni di Sky Sport per spiegare la genesi della scelta e i contatti avuti con profili di altissimo livello.
I retroscena: da Demichelis alla suggestione Gago
Il dirigente nerazzurro ha aperto il libro dei ricordi recenti, confermando contatti con tecnici di spessore internazionale prima della virata su Hiljemark:
“Avevamo contattato Martín Demichelis, un’idea sempre straniera che ci è piaciuta molto per quanto fatto al Monterrey e al River Plate”.
Ma le rivelazioni non finiscono qui. Corrado ha svelato anche i nomi sondati la scorsa estate, tra cui un profilo mai uscito prima sui giornali:
“In estate il candidato forte era Almeida, arrivato alla shortlist finale prima dell’offerta del Siviglia. Abbiamo parlato con Van Bommel, ma un altro nome mai uscito è quello di Fernando Gago“.
La scelta Hiljemark: vince il “fattore Italia”
Perché, alla fine, la scelta è ricaduta sull’ex centrocampista? Corrado è chiaro: l’esperienza nel nostro Paese è stata decisiva.
“Nelle valutazioni inseriamo sempre l’esperienza italiana come caratteristica chiave. Per un ragazzo intelligente come Oscar, che ha smesso presto, aver fatto 5 anni in Italia dà una cifra diversa”.
Pragmatismo al potere
Niente voli pindarici, ma concretezza. È questo che ha colpito la dirigenza nei primi giorni di lavoro del neo-tecnico:
“Spesso i giovani hanno un eccesso di entusiasmo. Lui invece sa che l’Italia è un paese pragmatico, dove vieni giudicato per il risultato. Ha approcciato il momento del Pisa con intelligenza: ci ha dato tre concetti e quelli ha messo in atto. Denota un’apertura mentale di alto livello”.
(Foto: pisasportingclub.com)





