Cagliari, Angelozzi commenta il mercato: “Luperto sacrificato”

Stadio del Cagliari Calcio

Il mercato si chiude con una rivoluzione: sette acquisti e sette cessioni. Il direttore dell’area tecnica del Cagliari, Guido Angelozzi, traccia il bilancio della sessione invernale spiegando la linea verde adottata dalla società e chiarendo, senza giri di parole, le dinamiche di alcuni addii pesanti.

Strategia giovani e l’emergenza infortuni

Angelozzi parte dalle difficoltà oggettive:

“Abbiamo avuto tanti infortuni gravi come Belotti, Felici, Deiola e Folorunsho. Come primo passo abbiamo preso due prestiti, Dossena e Sulemana. Poi abbiamo seguito la strategia annunciata in estate: anticipare i tempi sui giovani per fargli ambientare ora ed essere pronti l’anno prossimo. Alcuni, però, come Albarracìn e Raterink, saranno utili da subito”.

Il “figlioccio” sacrificato

Il direttore svela un retroscena sulla cessione di Luperto:

“Avevo detto che era incedibile, non mi nascondo. È un mio figlioccio, l’ho avuto giovane a Lecce. Ma nel mercato succedono imprevisti: è arrivata un’offerta con una somma importante ed era un affare per la società, così abbiamo deciso di cederlo”.

Prati chiuso da Gaetano, Luvumbo voleva cambiare

Chiarezza assoluta anche sugli addii di Prati (finito al Torino, ndr) e Luvumbo:

“Su Prati sono cambiate le gerarchie: Gaetano davanti alla difesa sta dimostrando di essere superiore e Matteo ha chiesto di andare via. Luvumbo? Aveva perso il posto da titolare e voleva cambiare aria”.

Il caso Luperto: strappo con Pisacane

La chiusura è la parte più spinosa, che svela una divergenza tecnica sulla cessione di Luperto:

“È un giocatore forte, ma quando si fanno scelte rischiose bisogna accettarle. La sua cessione è stata una scelta mia e del presidente Giulini. Pisacane non era d’accordo.

(Foto: cagliaricalcio.com)